EDITORIALE – I nonni: un tesoro per le nostre famiglie, per le nuove generazioni! Chi non ricorda i suoi nonni? Chi può dimenticare la loro presenza e la loro testimonianza nell’ambito familiare? Quanti di noi ne portano il nome, in segno di continuità e di riconoscenza?
In passato i nonni erano considerati depositari di saggezza e di sapienza, i loro giudizi e pareri erano tenuti in grande considerazione. Erano testimoni di una storia personale e comunitaria, che continuava a vivere nei loro ricordi.
Oggi l’evoluzione economica e sociale ha portato profonde trasformazioni nella vita delle famiglie. Alcuni nonni, più giovani ed efficienti, rappresentano una risorsa per i genitori che lavorano, sia economica che sul piano della fiducia e della sicurezza. Il problema sorge per i nonni più anziani e non autosufficienti. Molti di loro, purtroppo, si vengono a trovare in una “zona di parcheggio”; si accorgono di essere un peso in famiglia e preferiscono, o sono costretti, a vivere soli o in case di riposo, con tutte le conseguenze che queste scelte comportano.
Papa Benedetto XVI, a proposito dei nonni, affermava: “Mai, per nessuna ragione, i nonni siano esclusi dall’ambito familiare. Ritornino a essere testimoni di unità, di valori fondati sulla fedeltà a un unico amore, che genera la fede e la gioia di vivere”.
Conservo nella mia mente e nel mio cuore il ricordo di mia nonna Luigia, della quale porto il nome. Piccola e minuta, era sempre in movimento. Vestiva abiti quasi sempre neri: gonna lunga e arricciata in vita, un corpetto aderente bianco sul quale, quando usciva, metteva un lungo scialle nero con la frangia. I capelli, legati a “tuppo” dietro la nuca, erano sostenuti da decine di forcine di metallo. Abitava in una casetta vicino alle abitazioni dei figli. La sera, quando noi bambini eravamo già a letto, nonna arrivava con la lanterna per farsi luce lungo il vicolo buio. Ancora svegli, gridavamo: “Nonna, ci hai portato la cosa?” Lei tirava fuori dalla tasca della gonna una liquirizia, una zolletta di zucchero o dei fichi secchi. Ci dava la buonanotte e s’intratteneva un po’ a chiacchierare con i genitori accanto al fuoco.
Anche io oggi sono nonna di cinque nipoti. Non ero ancora cinquantenne quando sono diventata nonna per la prima volta. Ho avuto modo, dunque, di vivere questa meravigliosa esperienza in momenti diversi della mia vita. Posso affermare che le emozioni provate e vissute sono identiche: una grande gioia, intensi sentimenti di commozione e di tenerezza.
Home ATTUALITA' & CRONACA









































