25 aprile 1945: il momento fondante della futura DEMOCRAZIA ITALIANA

EDITORIALE – 25 aprile 1945: il momento fondante della futura DEMOCRAZIA ITALIANA. Conquistato a caro prezzo dal POPOLO: da una minoranza (i PARTIGIANI e le PARTIGIANE), per la verità, ma risoluta ed eroica.
Sostenuto e orientato da una straordinaria convergenza fra le forze politiche antifasciste, capaci di porre la lotta per la LIBERTÀ e la DEMOCRAZIA al di sopra delle diverse ideologie di appartenenza.
Veniva così superato l’8 settembre e restituita una DIGNITÀ alla politica italiana e a quel popolo italiano, che, a diversi livelli di coinvolgimento, s’era lasciato sedurre e/o intimorire dal regime fascista, fino a farsi trascinare in guerre di conquista, dal catastrofico esito finale.

25 aprile 2020, nell’anno del Coronavirus, nell’era dell’Antropocene. Vale ancora la pena ricordare e celebrare? Sì, ma non basta. Bisogna guardare al Futuro. Vale a dire: bisogna saper fare i conti con il passato. Per esempio, con il consenso popolale di cui il Fascismo, il Nazismo e lo Stalinismo hanno in qualche modo e spesso ampiamento goduto.
Mussolini, Hitler, Stalin. A parte le differenze, quanto POPULISMO in comune! Il culto della Semplificazione e del Capo, il Nemico da odiare, la trasformazione in Idolo o dello Stato o della Razza o della Classe, il disprezzo e la persecuzione per ogni forma di Sapere che non fosse ‘popolare’ e asservito…

E quanto tremendo e seducente era in particolare questo populismo quando si fondeva con un già consolidato veleno della storia europea, quello del nazionalismo/imperialismo! Tremendo nella sua capacità di seduzione, perché tale da dare speranza ed orgoglio a popoli frustrati e demoralizzati: quali erano, a vario titolo, il popolo italiano e quello tedesco dopo la Grande Guerra…

Le incognite che incombono nel futuro di chi è chiamato a vivere nel Ventunesimo secolo sono enormi…
Le seduzioni dell’odierno populismo/sovranismo sono forti…
Per quanto in un contesto diverso, la Democrazia è ancor sempre in pericolo…
E allora, la Resistenza? Più che mai importante, ma forse da rendere CULTURALMENTE più attuale, meglio attrezzata, più rigorosa.

FOTO IN EVIDENZA di Valeria Scaloni