50a Giornata della Terra, la riflessione di un giovane studente lauriota amante della natura

Gianluca Atzori è un ragazzo di Lauria nato nel 1999, studente al secondo anno in Scienze Geologiche a Napoli ed amante della natura, ha voluto esprimere un suo pensiero per la Giornata della Terra tramite il nostro portale.

LAURIA (PZ) – Il 22 aprile del 1970 è la data della prima Giornata della Terra : milioni di americani scendevano in strada per dare voce ad una preoccupazione riguardo la scarsa tutela dell’ambiente e dei sistemi naturali che ci ospitano da migliaia di anni , una realtà che oggi ci sta rifiutando ,ma che continuiamo ad ignorare approfittandocene.

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Chissà cosa penserebbe oggi Gaylord Nelson, il senatore statunitense promotore di questa manifestazione, all’epoca entusiasta ed incredulo di come rispose la popolazione al suo appello, su come la situazione sia irrimediabilmente peggiorata dopo 50 anni, nonostante un’evoluzione esponenziale in svariati campi da parte dell’uomo.

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Un uomo forse troppo egoista e concentrato ad elevarsi padrone di un mondo che non gli appartiene.

In alcuni luoghi del nostro pianeta, come nella Hunter Valley nel Sud-Est australiano, l’attività antropica ha completamente mutato il paesaggio circostante tanto da renderlo “sconosciuto” agli occhi di chi ci è nato e cresciuto : “SOLASTALGIA” , ovvero il dolore di perdere il conforto del luogo in cui si vive, è il termine coniato da un professore australiano nei primi anni 2000 appunto per descrivere le sensazioni che attanagliavano l’animo degli abitanti di quella regione a causa dell’intensa attività mineraria presente ancora oggi.

In questo periodo difficile, in cui il nostro tempo si è finalmente rallentato ed abbiamo avuto modo di riflettere sulle nostre vite e sulla condizione della nostra società, mi sono spesso chiesto se le persone hanno avuto un po’ di spazio da dedicare al tema ambientale, a domandarsi cos’è davvero il riscaldamento globale, a capire perché il meteo è sempre più imprevedibile e per quale motivo a Venezia l’acqua alta dello scorso novembre non sarà più un evento eccezionale.

In queste settimane abbiamo rispettato noi stessi e le nostre comunità restando a casa, ma ogni giorno abbiamo il dovere di rispettare la nostra Terra e se non ne siamo stati capaci fin ora, allora è il momento giusto per cambiare. Glielo dobbiamo.

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Per quanto riguarda la parte sul termine SOLASTALGIA ho preso spunto da National Geographic Italia, numero di aprile 2020.