8 marzo, Verri e Araneo (M5S): “In Basilicata occupazione femminile ferma al 42,9%. Serve più autonomia economica e tutela della salute delle donne”

POTENZA – Alla vigilia della International Women’s Day, le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle in Basilicata, Viviana Verri e Alessia Araneo, richiamano l’attenzione sulla condizione reale delle donne nel Paese e nella regione, alla luce dei dati contenuti nel Rendiconto di Genere 2025 dell’INPS.

Secondo le due esponenti pentastellate, dietro le celebrazioni simboliche dell’8 marzo emergono numeri che raccontano una realtà ancora segnata da profonde disuguaglianze. In Basilicata, sottolineano, il tasso di occupazione femminile si ferma al 42,9%, a fronte del 68,7% registrato tra gli uomini. Un divario che si riflette anche sulla qualità del lavoro: le donne rappresentano solo il 39,2% delle assunzioni a tempo indeterminato e restano minoritarie nel lavoro dipendente privato, dove gli uomini raggiungono il 59,6%.

Le consigliere evidenziano inoltre come le lavoratrici siano costrette più spesso ad accettare contratti part-time o a termine per conciliare lavoro e responsabilità familiari. Emblematici, in questo senso, i dati sui congedi parentali: nel 2024 in Basilicata le giornate autorizzate alle madri sono state 97.849, contro le 14.872 utilizzate dai padri.

Il divario si amplia ulteriormente nelle posizioni apicali. Nel settore privato, ricordano Verri e Araneo, le donne occupano appena il 21,8% dei ruoli dirigenziali. Carriere più discontinue e salari inferiori producono conseguenze anche sul piano previdenziale: oggi le lavoratrici del settore privato percepiscono pensioni mediamente più basse del 46,2% rispetto agli uomini. In questo contesto, osservano, strumenti come Opzione Donna sono stati progressivamente ridimensionati, con un crollo delle domande accolte in Basilicata, passate dalle 67 del 2022 alle sole 10 previste per il 2025.

Preoccupa inoltre il dato sulle giovani lucane che non studiano e non lavorano, le cosiddette NEET, che raggiungono il 20%, oltre cinque punti percentuali in più rispetto ai coetanei maschi.

Per le due consigliere regionali, la mancanza di autonomia economica rappresenta anche uno dei fattori che possono rendere le donne più vulnerabili alla violenza di genere. “La libertà passa necessariamente dall’indipendenza economica – sottolineano – e per questo la lotta alla violenza deve affiancarsi a politiche attive del lavoro, al rafforzamento dei centri antiviolenza e alla diffusione di una cultura capace di superare stereotipi e disuguaglianze”.

In quest’ottica, Verri e Araneo ricordano di aver presentato una proposta di legge regionale per la tutela della fertilità e la promozione del social freezing, con l’obiettivo di garantire alle donne maggiore libertà nella scelta riproduttiva e la possibilità di conciliare percorsi professionali e maternità. Parallelamente, le due esponenti del M5S sostengono anche una proposta normativa per il riconoscimento e la cura di patologie di genere spesso sottovalutate, come endometriosi, vulvodinia e neuropatia del pudendo, al fine di favorire diagnosi precoci e adeguati sostegni economici.

“Autonomia decisionale, tutela della salute e accesso equo al lavoro, al salario e alla pensione – concludono – sono i pilastri per una parità di genere reale. Per noi ogni giorno è l’8 marzo”.

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