RIVELLO (PZ) – Il 10 agosto, Rivello ha accolto una nuova tappa del viaggio lucano de Il vento fra i capelli – Voci di libertà dall’Afghanistan, il progetto culturale europeo ideato dalla scrittrice tosco-lucana e Alfiere della Repubblica Martina Marotta. Nella suggestiva Sala dell’Ultima Cena del Monastero di Sant’Antonio è stata presentata La ragazza dalla Terra di Buddha – La difficoltà di essere Afghana, il volume pubblicato da Accademia di Paestum Edizioni e scritto da Martina Marotta sotto forma di libro-intervista con la giornalista afghana Ruqia Sadeqi, costretta a lasciare il proprio Paese per poter continuare a esercitare liberamente la professione e difendere i propri diritti. Quello di Rivello è stato molto più di un semplice appuntamento letterario. È stato un incontro fatto di storie, testimonianze e domande, nel quale la vicenda personale di Ruqia è diventata occasione per riflettere sulla condizione delle donne afghane, sulla libertà di espressione e sul significato profondo della parola quando diventa uno strumento per resistere all’oblio. A portare il proprio contributo sono stati il sindaco di Rivello Francesco Altieri, la presidente del CIF Basilicata Antonella Viceconti, la scrittrice e autrice del volume Martina Marotta e Pietro Alagia, coordinatore del progetto SAI adulti – ARCI Basilicata. Presente attraverso un videomessaggio anche Elisa Gelli, assistente sociale, mentre Ruqia Sadeqi è intervenuta in collegamento, permettendo al pubblico di ascoltare direttamente la voce della protagonista del libro. La sua testimonianza ha dato alla serata una particolare intensità. Ruqia ha raccontato ancora una volta la propria esperienza, quella di una donna e di una giornalista che ha visto cambiare il proprio Paese e progressivamente restringersi gli spazi di libertà fino a essere costretta all’esilio. Nel libro, insieme alle sue parole, trovano spazio anche ventinove fotografie originali realizzate da Ruqia prima di lasciare l’Afghanistan: immagini che raccontano persone, luoghi e momenti di una realtà che oggi appare profondamente trasformata. Il titolo del progetto nasce proprio da un’immagine evocata da Ruqia: il vento fra i capelli. Un gesto semplice, naturale, quasi scontato ma che per milioni di donne afghane rappresenta oggi una libertà negata. Togliere il burqa, sentire l’aria sul volto, camminare senza dover nascondere la propria identità: azioni quotidiane che diventano simbolo di una condizione nella quale anche la normalità può trasformarsi in una conquista. Da quell’immagine è nato un percorso culturale che vuole portare la storia di Ruqia, e di tutte le donne afghane, fuori dalle pagine del libro e trasformarla in un’occasione di dialogo. La Basilicata occupa un posto speciale all’interno di questo viaggio. Ruqia, infatti, è arrivata in Italia grazie a un corridoio umanitario governativo e ha vissuto per oltre un anno proprio in regione, tra Rionero in Vulture e Ripacandida, all’interno di un centro di seconda accoglienza. Per questo le cinque tappe lucane del progetto non rappresentano soltanto altrettanti appuntamenti culturali, ma costituiscono una sorta di ritorno nei luoghi che hanno accolto Ruqia dopo il suo arrivo in Europa. Dopo Lauria e Rivello, il tour proseguirà il 16 agosto a Trecchina, in Piazza Madre Teresa di Calcutta, per poi arrivare il 24 agosto a Rionero in Vulture, nell’Ex Carcere Borbonico – Museo del Brigantaggio, e concludersi il 26 agosto a Latronico, in Largo G. Marconi. Cinque incontri attraverso i quali Il vento fra i capelli porta in Basilicata una storia che appartiene all’Afghanistan, ma che parla a tutti.
La manifestazione è stata organizzata dal CIF (Centro Italiano Femminile) di Rivello. Impeccabile la conduzione della serata, affidata a Mimma Grillo, Presidente del CIF di Rivello, e a Giuseppe Ferrari, Presidente dell’Associazione Biblioteca Rivellese.
A Rivello, ieri sera, quelle parole hanno incontrato una comunità, in un luogo carico di storia e memoria. E ancora una volta il vento fra i capelli è diventato il simbolo di qualcosa di semplice e universale: il diritto di ogni donna di essere libera.











































