POTENZA – Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Araneo e Verri, hanno presentato una serie di emendamenti al disegno di legge n. 62/2025 sulla gestione delle acque minerali, con l’obiettivo — spiegano — di riformare il sistema delle concessioni e garantire maggiori ricadute economiche e ambientali per i territori lucani.
Secondo le esponenti pentastellate, la Basilicata “non può più permettersi una gestione fondata su automatismi contabili e scarso ritorno per le comunità locali”, sottolineando come l’acqua minerale rappresenti una risorsa pubblica di grande valore ambientale, economico e sociale. Per questo, sostengono, i canoni concessori devono diventare uno strumento di governo della risorsa e non limitarsi a finalità meramente finanziarie.
Gli emendamenti depositati introducono un sistema di canoni progressivi legati ai volumi effettivamente imbottigliati, superando — secondo le consigliere — le attuali logiche forfettarie. L’obiettivo è costruire un meccanismo più equo e proporzionato, capace di distinguere tra operatori di diverse dimensioni e di riconoscere il maggiore valore economico generato dalle produzioni più elevate.
La proposta prevede inoltre un sistema di premialità e disincentivi: incentivi per le aziende che riducono gli sprechi, migliorano l’efficienza tra acqua estratta e imbottigliata, investono nell’utilizzo del vetro e assumono impegni concreti per la tutela dei livelli occupazionali, inclusi i lavoratori stagionali. Al contrario, verrebbero penalizzate le gestioni considerate poco efficienti nell’utilizzo della risorsa.
Elemento centrale della proposta è la destinazione del 100% dei canoni concessori ai Comuni interessati dalle attività di coltivazione delle acque minerali. “Le risorse devono tornare integralmente ai territori che sopportano l’impatto ambientale e infrastrutturale delle estrazioni”, affermano Araneo e Verri, indicando come priorità la tutela dei bacini idrominerari, la riqualificazione ambientale e il miglioramento della qualità della vita delle comunità locali.
“La Basilicata — concludono — ha il diritto e il dovere di governare le proprie risorse naturali con rigore e trasparenza”. Una posizione che, secondo le consigliere del M5S, punta a rafforzare l’interesse pubblico, il lavoro e lo sviluppo sostenibile dei territori.









































