Acque minerali, quattro sindaci scrivono alla Regione: “Confronto urgente su royalties e canoni concessori”

VIGGIANELLO (PZ) – Un confronto istituzionale urgente sulla gestione delle concessioni delle acque minerali, il pagamento delle somme spettanti ai Comuni e una revisione complessiva del sistema dei canoni concessori. È quanto chiedono i sindaci di Rionero in Vulture, Melfi, Atella e Viggianello in una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, agli assessori regionali e all’intero Consiglio regionale nell’ambito dell’esame del Disegno di legge n. 62/2025.

A firmare il documento sono i sindaci Mario Di Nitto, Donato Telesca, Giuseppe Maglione e Antonio Rizzo, che accendono i riflettori sulla mancata liquidazione delle somme spettanti ai Comuni per le annualità 2023, 2024 e 2025, così come previsto dalla legge regionale n. 43 del 1996, successivamente modificata dalla finanziaria regionale del 2020. La normativa stabilisce infatti che il 20 per cento delle royalties derivanti dalle concessioni idrominerarie venga destinato ai territori interessati.

Secondo gli amministratori locali, per gli anni 2020, 2021 e 2022 le risorse sono state trasferite soltanto dopo ripetuti solleciti e con significativi ritardi. Per le annualità successive, invece, lamentano l’assenza di informazioni sia sugli importi spettanti sia sulle tempistiche di erogazione, nonostante la Regione abbia già incassato integralmente i relativi proventi.

Nella nota i sindaci richiamano inoltre l’attenzione sul ruolo del Parco Naturale Regionale del Vulture. La normativa istitutiva dell’ente prevede infatti che una quota delle entrate derivanti da royalties e canoni delle acque minerali sia destinata ad attività di tutela e valorizzazione del bacino idrominerario. Tuttavia, secondo quanto evidenziato dai firmatari, tali risorse non sarebbero mai state concretamente trasferite all’Ente Parco per quanto riguarda i territori di Rionero, Melfi e Atella.

Accanto alla questione delle somme ancora da liquidare, i primi cittadini pongono il tema della revisione della disciplina regionale sulle concessioni. In un contesto caratterizzato da crescenti criticità legate alla disponibilità della risorsa idrica, gli amministratori ritengono necessario adottare criteri più rigorosi, trasparenti e verificabili nella determinazione dei canoni, valorizzando adeguatamente una risorsa strategica come l’acqua e incentivando comportamenti orientati all’efficienza e alla riduzione degli sprechi.

Particolare attenzione viene riservata anche agli aspetti occupazionali. I sindaci chiedono l’introduzione di indicatori oggettivi che consentano di valutare le reali ricadute sul lavoro generate dalle attività di imbottigliamento, mettendo in relazione i livelli occupazionali con i volumi produttivi e tenendo conto dell’impatto crescente dell’automazione e della robotizzazione nei processi industriali.

Nel documento viene inoltre giudicata insufficiente l’attuale quota del 20 per cento delle royalties riconosciuta ai Comuni, considerata non proporzionata al valore economico prodotto dal comparto e agli oneri che ricadono sui territori in termini di infrastrutture, viabilità, servizi e tutela ambientale.

A sostegno delle loro richieste, i quattro sindaci richiamano alcuni modelli adottati in altre regioni italiane: dalla Toscana, dove i Comuni partecipano alla determinazione dei canoni, all’Emilia-Romagna, che trasferisce integralmente i proventi ai territori interessati, passando per Lombardia e Piemonte, dove le quote destinate agli enti locali risultano sensibilmente più elevate.

Per queste ragioni, i sindaci di Rionero in Vulture, Melfi, Atella e Viggianello chiedono alla Regione Basilicata l’apertura di un tavolo di confronto nell’ambito dell’iter del Ddl 62/2025, con l’obiettivo di definire una disciplina più equa e capace di garantire maggiori benefici economici, occupazionali e ambientali alle comunità interessate dallo sfruttamento delle risorse idromine

Pubblicità