Adesso serve un Piano del Turismo italiano per guardare al futuro

Contributo di Savino Italiano

Alcuni giorni fa mi era capitato di parlare e di esprimere un pensiero personale sul settore del turismo e su quello che sarà. Oggi, trovo l’articolo di Antonio Preiti, su Linkiesta, dal titolo “Recovery Plan, come salvare il turismo italiano dal fallimento”, molto completo e di visione.

Indubbiamente il comparto del turismo, ai tempi del coronavirus, è quello che maggiormente ha subito, e subirà, gli effetti più disastrosi sotto il profilo economico ed occupazionale. Un comparto letteralmente azzerato e che dovrà, inevitabilmente, continuare a fare i conti con un minor numero di richieste e di persone che usufruiranno dei servizi turistici per varie vicissitudini. Sia per l’aumento della crisi economica che diminuirà o azzererà il potere di acquisto delle famiglie e dei giovani, che notoriamente fanno una parte consistente delle spese turistiche, sia, come ben ha specificato Preiti, anche dell’aspetto psicologico di tante persone che comunque, terminato l’acerrimo lockdown, non si sentiranno sicuri di uscire fuori dai confini dove siamo stati relegati negli ultimi tempi.

Il comparto turistico, oltre ai soliti numeri economici che ci vengono forniti, è oggi uno dei rarissimi comparti, insieme all’edilizia, che annualmente movimenta intorno a se altri interi comparti che a loro volta generano investimenti e  occupazione. Basti pensare che alla semplice prenotazione di una settimana di vacanze, mette in moto economia circolare che parte dalla semplice agenzia, per passare agli addetti nei trasporti, ai lavoratori della struttura, agli addetti alla ristorazione con i suoi risvolti, ai semplici addetti della balneazione, dei luoghi di cultura, alla pubblicità, agli investimenti edilizi sulle strutture e via discorrendo. Un patrimonio inestimabile di lavoro e professionalità. Ora, però, il turismo, come anche altri comparti, devono guardare al futuro. E quale migliore momento per fare i conti e idee di quello che è stato e di quello che sarà? Certamente, partendo dalla nostra Italia e dalla nostra Basilicata, il turismo nostrano ha bisogno di essere rivisto e ripensato. E questo, innegabilmente, il coronavirus ha solo accentuato e anticipato questo problema. Il comparto turistico, date le enormi potenzialità locali e nazionali che abbiamo, non può più funzionare in maniera scriteriata e deregolamentata regione per regione e dove ognuno pensa per se. Il comparto ha bisogno di essere rilanciato, soprattutto ammodernato, e costantemente riassemblato con un’unica regia che dia l’immagine di un Grande prodotto nuovo, innovativo, accogliente, professionale, organizzato e conveniente. Non dovrà essere più possibile assistere ad eserciti di abusivi ovunque. Non dovrà più essere possibile constatare che fino a ieri in Italia non ci siano state piattaforme in grado di mettere assieme domanda e offerta integrale delle nostre strutture e servizi ed aspettare piattaforme olandesi che rivendono i nostri prodotti alberghieri per ridurci alle briciole. Fino a ieri, si trovavano, in giro per il modo, disperate campagne pubblicitarie di realtà piccole e/o medie che nemmeno noi sapevamo che esistessero in Itala. Figuriamoci chi trovava in una qualsiasi nazione del mondo una foto con il nome di “pincopallino”.. si, la foto è attraente, ma dove si trova “pincopallino? Come ci arrivo? Come organizzo?”…  Il comparto e la politica devono fare fronte comune. Integrarsi. Lavorare di squadra.

Passimmo invece all’aspetto economico. Ci sono varie proposte in giro su tutti i quotidiani ed in tv sul rilancio al settore. Tutte valide per carità. A patto che si inizi da dove ho discusso prima. Ritengo utile e valida un ulteriore proposta. Si re-inizi dalla cultura della vacanza italiana. Nel senso vero. Cioè, di ritornare ad investire che la vacanza, un po’ come la famosa gita scolastica, torni ad essere centrale nella formazione culturale dello sviluppo di ogni individuo. Quante volte vi è capitato di pensare quei momenti e quei ricordi di quando alle scuole elementari, medie, superiori avevate vissuto alle gite scolastiche e vi è capitato di ritornare e rivivere quei luoghi? Certo, perché, i luoghi ed i momenti restano impressi per sempre. E ci danno spesso la voglia di aumentare quei momenti e quei vissuti. Funziona esattamente così. Più viaggi e più vuoi viaggiare. Bene. Il Governo ed il comparto turistico si uniscano in un grandissimo Piano del Turismo italiano che proponga e disponga l’occasione del viaggio come conoscenza e opportunità. Proponga un grande investimento dove obbligatoriamente Scuole e Famiglie si uniscano e diano l’opportunità, se vogliamo anche l’obbligatorietà, di propendere ad un viaggio 1 volta l’anno in ogni posto diverso della nostra penisola. Si pensi ad un sistema unico dove investimenti pubblici e privati lavorino insieme per questa finalità. Sarà una grande opportunità per rimettere in piedi un sistema economico ed occupazionale e per far rinascere anche tanta voglia di farlo in solitudine. Non ho mai creduto nell’utilizzo del sistema dei soldi pubblici a fondo perduto alle aziende. Non sono mai serviti nel complesso. Ma solo ad alleviare momentaneamente alcune ferite o peggio ancora ad attirare attenzioni speculative e di non ritorno. Ne siamo pieni di esempi ovunque.

 L’Italia, e la Basilicata, hanno ancora tanto da scoprire, da investire e da proporre a tutti noi. Se si coglie il momento giusto, possiamo rimettere in piedi un grande comparto e guardare al futuro con grande prosperità e serenità. Lo si faccia con correttezza, capacità e voglia di mettersi assieme. La sfida sarà tutta qui.

Savino Italiano