Aggressione al Cup di Matera, solidarietà dal mondo politico, sindacale e sanitario

MATERA – “Voglio esprimere la mia vicinanza e la mia solidarietà alla lavoratrice del CUP che oggi al Madonna delle Grazie di Matera ha subito una violenza che va condannata con forza. Dobbiamo cambiare molte cose sulla sanità, il CUP va rivisto e potenziato, aprendo a esperienze e modalità nuove, ma la violenza non è mai giustificabile”. Lo afferma in una nota il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

“Voglio esprimere la nostra piena solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori dei centri unici di prenotazione dell’Azienda sanitaria del Materano.” Così commenta il commissario provinciale materano di Azione, Vincenzo Ligorio, che aggiunge: “L’episodio di aggressione di queste ore ai danni di una operatrice del Cup “Madonna delle Grazie”, è l’ultimo dei tanti atteggiamenti violenti ed irrispettosi che si perpetrano ai danni degli operatori che non hanno assolutamente colpe per la mancanza di erogazione di servizi e prestazioni.”

“Condanniamo fermamente – continua Ligorio – questi atteggiamenti ingiustificabili che nulla hanno a che fare con il senso civico. Invitiamo altresì l’ASM a provvedere quanto prima all’attivazione di un sistema di prenotazione in regime di priorità differente, poiché vede spesso gli utenti recarsi per più giorni alle casse senza riuscire a trovare soluzione. È alle cronache di questi giorni i problemi che riguardano i disservizi nell’Azienda Sanitaria nell’espletamento di alcuni servizi, ultima la discussione avuta nel consiglio comunale aperto tenutosi a Policoro lo scorso 14 Dicembre.”

“Chiediamo nuovamente all’Assessore Fanelli – conclude Ligorio -di impegnarsi ad erogare maggiori risorse per le prestazioni aggiuntive che, sappiamo bene non esser la soluzione definitiva ma un attenuamento alla non auspicabile mancanza di erogazione di servizi nei nostri ospedali.

Il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera, Sabrina Pulvirenti, ha espresso ferma condanna in merito all’aggressione subita dall’operatrice del Centro unico di prenotazioni (CUP) dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera avvenuta ad opera di un utente recatosi lì, questa mattina, per prenotare un esame di elettromiografia. Il Direttore Generale ha espresso vicinanza e solidarietà all’operatrice coinvolta in questo spiacevole episodio di inciviltà non giustificabile e si è subito attivato per appurare come si sono svolti i fatti, a tutela di tutto il personale e degli utenti. A tal proposito in osservanza e in applicazione della raccomandazione Ministeriale n.8 dell’aprile 2007 (Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari) a tutela della sicurezza del personale, dal 2021 l’ASM, ha elaborato la “Procedura Generale Prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori” in cui vengono definite le strategie più opportune per la sicurezza degli operatori attraverso la predisposizione e l’adozione di misure che consentono di ridurre il rischio. Grazie alle strategie messe in atto, l’episodio si è risolto non in una aggressione fisica ai danni dell’operatrice ma di una aggressione verbale, atteso che il personale del Cup lavora in ambiente protetto, inaccessibile all’utente, che non permette il contatto fisico. Il pronto intervento della vigilanza ha permesso di evitare ulteriori atti di aggressività verbale da parte dell’utente.  Come da prassi l’Asm ha provveduto a notificare l’accaduto all’utorità giudiziaria competente.

Solidarietà a operatori e operatrici del CUP e auguri di pronta guarigione all’operatrice che stamane è stata minacciata ed è stata ricoverata al Pronto Soccorso. E’ quanto dichiara il capogruppo PD in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli. Purtroppo gli episodi di minacce e imprecazioni nei confronti degli operatori del CUP sono frequenti e bene hanno fatto oggi a denunciare a mezzo stampa all’opinione pubblica e alle istituzioni lo stato delle cose: gli unici responsabili del servizio sanitario sempre più inefficiente non sono gli operatori del CUP ma è la Regione con l’assessore al ramo ed il Presidente Bardi. Il clima di intimidazione e, adesso, anche di violenza fisica e psicologica denunciato dagli operatori del CUP testimonia una situazione di gravità assoluta di cui bisognerà farsi carico con urgenza e non a chiacchiere come sino ad ora continua a fare la Regione. Per combattere le interminabili liste di attesa occorre una strategia, che non c’è, ed investimenti. Ciò determina l’esasperazione dei cittadini ed il ricorso sempre più frequente a prestazioni sanitarie fuori regione. La mobilità passiva ha raggiunto la cifra monstre di 50 milioni di euro annue, come segnalato anche dalla Corte dei Conti. Ai lavoratori del CUP, conclude Roberto Cifarelli, va fatta sentire la vicinanza dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni e va puntato il dito verso i veri responsabili delle inefficienze della sanità lucana.

“La violenza non è mai giustificabile, sia verbale che fisica, ma è chiaro che il problema va risolto. Chi ha paura lavora male. Quello della violenza è un problema molto sentito dai lavoratori della e nella sanità, noi sindacati riceviamo spesso segnalazioni che rivelano un clima inaccettabile per chi deve assistere i cittadini. Il fenomeno ha superato il livello di guardia in tutta la provincia di Matera”. Lo afferma Pino Giordano, Segretario Provinciale Ugl Matera, dopo il grave episodio consumatosi al CUP dell’Ospedale Madonna delle Grazie.

“Condanniamo senza se e senza ma qualsiasi forma di violenza, massimo rispetto e pronta guarigione all’operatrice di un’azienda privata che gestisce il Centro Unico Prenotazioni, la quale ha subito un grave episodio di violenza e intimidazione avvenuto questa mattina nei locali del nosocomio materano. Al Cup di Matera e Policoro gli operatori con enormi sacrifici lavorano con difficoltà, certamente aggravate da problemi organizzativi derivanti da carenze di risorse umane e tecniche. Quotidianamente gli operatori del Cup spiegano che non dipende da loro se persistono indisponibilità di date per le prenotazioni, ma si trovano di fronte a volte, se pur in pochi, utenti che offendono e/o minacciano pesantemente. Oggi n’è l’ennesima prova per l’Ugl: un ‘cittadino’ ha preso a pugni il vetro costringendo la Vigilanza a intervenire. L’operatrice coinvolta si è sentita male, è stata portata al Pronto Soccorso e sono arrivati i Carabinieri. Tra l’Ospedale di Policoro e Matera, episodi del genere se ne vedono tutti i giorni – tuona forte Giordano (Ugl) -. Servono efficaci misure a tutela degli operatori. I lavoratori non devono sentirsi soli. Le cronache che riferiscono i dipendenti del Cup – aggiunge il sindacalista Ugl – riportano con sempre maggior frequenza episodi di violenza nei loro confronti, sempre più esposti al rischio di subire aggressioni da semplici ‘impazziti’ cittadini, pazienti e familiari. L’Ugl Matera ribadisce piena solidarietà alla dipendente che ha subito il danno ed in generale a tutto il personale del Cup che si trova quotidianamente a lavorare in condizioni sempre più difficili, stremati dall’eccessivo carico di lavoro e sempre più spesso vittime di violenze verbali e fisiche. Questi atteggiamenti sono molto gravi quando si aggredisce chi lavora, a maggior ragione se si tratta di personale impegnato a fornire funzionalità alla tutela della salute dei cittadini. Episodi del genere, oltre che deprecabili e intollerabili sono da  attenzionare in modo da fare una programmazione seria, una analisi approfondita del problema, con l’indicazione di alcune linee su cui promuovere una efficace risposta di sistema, oltre che i necessari adeguamenti strutturali di cui necessita l’apparato della Sanità Pubblica del territorio Materano”.

Dopo i fatti di ieri mattina, a Matera, il presidente della Provincia, Piero Marrese, ha voluto esprimere “anche a nome di tutta l’Amministrazione provinciale e dei dipendenti dell’ente, la piena e totale solidarietà all’operatrice del Cup che questa mattina a Matera è stata vittima di minacce e intimidazioni mentre era nel suo posto di lavoro. Le notizie che giungono sulle sue attuali condizioni di salute ci tranquillizzano, per fortuna, ma quanto accaduto pone tantissimi interrogativi sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e, in particolare, in ambito sanitario. Purtroppo – ha proseguito Marrese – le questioni e le problematiche della sanità lucana sono ormai molteplici e conosciute. L’augurio è che si faccia presto qualcosa per risolverle, nell’interesse di tutti.Il fatto di ieri mattina è certamente grave e ci racconta di una situazione di esasperazione che cresce tutti i giorni.  E’ assolutamente necessario adottare tutte le misure necessarie per garantire, in primis, le migliori condizioni di sicurezza possibili ai dipendenti. Parallelamente bisogna agire per alleviare la situazione che si è venuta a creare, sul fronte delle prestazioni sanitarie, anche a causa della pandemia.”

“Esprimo massima solidarietà all’operatrice del CUP di Matera vittima di uno spiacevole episodio di aggressione avvenuto durante la mattinata di ieri”. Lo afferma il consigliere regionale Aliandro (Lega), precisando quanto avvenuto: “A Matera un uomo ha aggredito un’operatrice impegnata allo sportello, inveendo e tirando pugni sul vetro; l’aggressore protestava per non avere ricevuto una data utile per una visita medica. Un fatto inaccettabile, al pari delle polemiche che stanno proliferando sul tema delle liste d’attesa che non deve essere mischiato con questo accadimento”. “Respingendo fermamente ogni strumentalizzazione – conclude Aliandro – mi limito ad esprimere vicinanza alla donna vittima dell’episodio, sottolineando quanto questo rientri nella sfera del concetto di violenza che non ha alcun contesto attenuante che ne possa giustificare le ragioni”.

“Esprimiamo massima solidarietà all’operatrice del CUP di Matera vittima di uno spiacevole episodio di aggressione avvenuto durante il servizio. Si tratta dell’ennesimo campanello di allarme di una sanità che sta letteralmente scoppiando e sulla quale tardano a pervenire risposte concrete da parte dell’esecutivo regionale. Ad oggi non è stata intrapresa nessuna interlocuzione a livello consiliare per definire la strategia del nuovo assetto del sistema sanitario regionale. L’ultimo passaggio concreto risale a poco più di un anno fa quando AGENAS illustrò le basi di un progetto di riforma basato sulle previsioni del PNRR. Da allora il nulla assoluto: il cambio di guida dell’assessorato competente è stato un semplice riposizionamento dei precari equilibri politici di questa maggioranza. Un solo dato emerge chiaramente: il sistema sanitario regionale non sembra avere la capacità necessaria per reggere l’ordinaria amministrazione”. Lo sostiene il consigliere regionale del M5s, Gianni Perrino che aggiunge. “Anche dal governo Meloni non sembrano arrivare segnali incoraggianti: la Legge di bilancio stanzia poco più di 2 miliardi ‘aggiuntivi’ nel 2023, di cui ben il 70 per cento per coprire il caro energia. Il tutto mentre il mondo della sanità lamenta la necessità di recuperare extracosti dovuti alla pandemia per 3,8 miliardi”. “Bardi e Fanelli conoscono bene queste criticità – conclude – perchè sono state poste alla loro attenzione svariate volte. Proprio sul CUP abbiamo chiesto più volte chiarimenti a seguito dei disservizi, ma nella maggior parte dei casi si è preferito fare spallucce.  L’ufficio stampa della Giunta Regionale si sta sbizzarrendo per propagandare la misura sul gas gratis: lo spot in onda sulle televisioni nazionali che invita a scegliere la Basilicata potrebbe rivelarsi – a ben  vedere – come uno strumento di pubblicità ingannevole”.

“Apprendo dell’assurda violenza subita da una operatrice del Cup in servizio all’Ospedale ‘Madonna delle Grazie’ di Matera. Nell’esprimere la massima solidarietà e nel condannare fermamente ogni forma di veemenza verbale e fisica, ricordo che a partire dal 2022 è stata indetta, il 12 marzo di ogni anno, la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”.  Così in una nota il capogruppo di FdI Basilicata, Tommaso Coviello che aggiunge: “In via generale il comparto della sanità segna ogni anno circa 2.500 aggressioni (dati Inail). Si tratta di fenomeni molto gravi sui quali occorre vigilare e sui quali deve essere massima la sensibilizzazione”.