La Garante regionale per l’infanzia e la Presidente dell’Ordine degli Psicologi di Basilicata: Fenomeno in crescita che impone una rete più forte tra istituzioni, scuole e famiglie
La Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rossana Mignoli, e l’Ordine degli Psicologi di Basilicata, per il tramite della sua Presidente, Dott.ssa Caterina Cerbino, esprimono profonda preoccupazione per il crescente numero di episodi di suicidio e tentativi di suicidio che coinvolgono adolescenti e giovani sul territorio lucano.
Si tratta di un fenomeno complesso e doloroso, che interpella l’intera comunità: istituzioni, scuola, famiglie e società civile. I segnali di disagio, troppo spesso silenziosi, richiedono ascolto, attenzione e risposte tempestive.
“Ogni ragazza e ogni ragazzo che soffre — afferma la Garante Rossana Mignoli — rappresentano un fallimento collettivo. È necessario costruire e mantenere una rete stabile tra istituzioni, servizi sociali, scuola e famiglie, affinché nessun giovane resti solo davanti alla sofferenza”.
La Presidente dell’Ordine degli Psicologi di Basilicata, Dott.ssa Caterina Cerbino, ribadisce l’importanza di rivolgersi a professionisti qualificati e ai servizi pubblici territoriali, in grado di offrire supporto immediato e competente:
“La prevenzione passa dall’ascolto e dalla relazione. Chiedere aiuto è un gesto di coraggio. I servizi sono aperti, pronti ad accogliere senza giudizio e nel rispetto della riservatezza. Le famiglie e i ragazzi devono sapere che non sono soli: i servizi psicologici sono pronti ad accogliere, senza giudizio e nel pieno rispetto della riservatezza devono sapere di non essere sole”.
Sottolinea inoltre che “la prevenzione è anche prossimità: la presenza di psicologi a scuola, nei consultori e negli ambulatori territoriali, con punti di ascolto accessibili e percorsi chiari di presa in carico integrati con neuropsichiatria infantile e salute mentale. «La vicinanza delle istituzioni si misura dalla facilità con cui un genitore o un insegnante trova un riferimento e riceve risposte tempestive”.
La Garante invita genitori, insegnanti e cittadini “a non sottovalutare segnali di disagio nei ragazzi — come isolamento, calo del rendimento, cambiamenti improvvisi nel comportamento o nel tono dell’umore — e a contattare tempestivamente i servizi di riferimento o l’Ufficio della Garante stessa. Solo unendo le forze tra istituzioni, professionisti e comunità si può costruire una rete di protezione efficace e dare ai nostri giovani la possibilità di sentirsi visti, ascoltati e accolti”.









































