All’Istituto Superiore di Sanità arrivate 47mila dosi di vaccino Moderna

ROMA (DIRE) – Sono arrivate in Italia le prime 47mila dosi del vaccino Moderna. Pochi minuti dopo le 12 il camion ha varcato la soglia della sede dell’Istituto superiore di sanità, a Roma, luogo in cui verranno temporaneamente stoccate.

Il vaccino Moderna, approvato dall’Aifa e dall’Ema pochi giorni fa, conterà un totale di 764mila dosi che saranno distribuite nel bimestre gennaio-febbraio nel nostro Paese. A differenza del vaccino dell’azienda Pfizer-Biontech, che ha consegnato in queste ore la tranche delle dosi previste in Italia, il siero di Moderna non è stato raccolto nell’hub dell’ospedale Spallanzani. Con le dosi consegnate oggi di Pfizer e Moderna, siamo a circa 517mila.

“Appena un anno fa questo virus era sostanzialmente sconosciuto, e ora abbiamo già due vaccini approvati, con la prospettiva a breve che se ne aggiungano altri, un traguardo impensabile frutto di uno sforzo senza precedenti nella storia” ha commentato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro. “Ora le istituzioni, in Italia come nel resto del mondo, sono chiamate a un’altra sfida epocale, quella di portare il vaccino a tutti i cittadini- ha aggiunto Brusaferro- Le vaccinazioni rappresentano un’arma decisiva per sconfiggere la pandemia, ma nel frattempo dobbiamo continuare a usare quelle misure che abbiamo imparato a conoscere in questo anno difficile, il distanziamento, l’uso delle mascherine e l’igiene”. Nei prossimi giorni verrà consegnata nella sede dell’Istituto una seconda tranche del vaccino Moderna, mentre in seguito lo stoccaggio avverrà direttamente all’aeroporto militare di Pratica di Mare.

ARCURI: “ARRIVO VACCINO MODERNA, INTRAVEDIAMO LUCE IN FONDO TUNNEL”

“Dopo quasi un anno di buio cominciamo finalmente a intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel. L’arrivo del vaccino di Moderna dopo quello di Pfizer è un’altra bella notizia che ci consente di proseguire la campagna di vaccinazione, per la quale l’Italia è al primo posto in Europa. Ci auguriamo tutti che entro la fine di gennaio l’Ema autorizzi anche il vaccino di AstraZeneca, ma la strada per arrivare all’immunità di gregge è ancora lunga e impone a tutti di non abbassare la guardia sulle misure di contenimento del
virus”, dichiara il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri.