SCALEA (CS) – L’arrivo dell’Alta Velocità ferroviaria nella Riviera dei Cedri sarebbe «frutto esclusivamente dell’impegno dell’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino» e non della politica. È quanto sostiene il gruppo in una lunga nota con cui ripercorre la storia della mobilità ferroviaria nell’Alto Tirreno Cosentino, un territorio che fino a pochi anni fa veniva definito «la cenerentola del trasporto ferroviario».
Il documento arriva dopo le numerose sollecitazioni ricevute dalle associazioni a seguito di un recente comunicato diffuso dal Comune di Scalea che, secondo l’Unione, sembrerebbe «gettare un colpo di spugna sul lavoro svolto negli ultimi anni», ignorando un percorso che invece – sottolineano – «andrebbe preso ad esempio anche in altri ambiti», lasciando spazio a quella che definiscono una narrazione autoreferenziale.
Le associazioni ricordano che le iniziative per migliorare i collegamenti ferroviari dell’area sono iniziate già nel 2018 e hanno portato progressivamente all’istituzione delle fermate dei principali treni nazionali nella stazione di Scalea: prima i Frecciabianca nel 2017, poi gli Intercity Notte nel 2018, i Frecciargento nel 2019 e, infine, Frecciarossa e Italo nel 2020. Da allora questi convogli effettuano quotidianamente fermata nello scalo ferroviario della città tirrenica.
Secondo l’Unione delle Associazioni, la scelta della stazione di Scalea non sarebbe stata casuale, ma legata a precise caratteristiche del territorio, «in primo luogo la centralità», che permetterebbe di servire in modo equilibrato tutte le località della Riviera dei Cedri.
I risultati raggiunti – spiegano ancora nella nota – non deriverebbero da attività di comunicazione o da semplici iniziative pubbliche, ma da «studi, interlocuzioni e lavoro costante», svolti «con sacrificio, serietà, a titolo completamente gratuito e spesso in silenzio».
Un percorso che si sarebbe sviluppato anche attraverso la creazione di una rete sociale ampia, che coinvolge non solo realtà locali ma anche cittadini e associazioni residenti fuori dalla Calabria. «Questa collaborazione – spiegano – ha consentito di sviluppare una visione d’insieme e prospettive lungimiranti, capaci di coniugare le diverse esigenze del territorio guardando oltre i confini locali».
Il lavoro dell’Unione non si sarebbe limitato ai collegamenti dell’Alta Velocità. Le associazioni ricordano infatti di essersi occupate anche del restyling della stazione ferroviaria di Scalea e delle aree circostanti, con l’obiettivo di favorire l’intermodalità tra treno e trasporto su gomma, migliorare i collegamenti con le aree interne e rafforzare il servizio ferroviario regionale.
Non sarebbe dunque casuale, sottolineano, che molte delle proposte avanzate negli anni – tra cui proprio le fermate delle Frecce e dei treni Italo – siano state poi concretamente realizzate, mentre altre restano ancora oggi oggetto di valutazione.
Secondo l’Unione delle Associazioni, proprio questi risultati avrebbero attirato negli ultimi tempi l’attenzione della politica locale, che oggi «vorrebbe raccogliere frutti su terreni seminati e coltivati da altri». Eventuali nuovi sviluppi sul fronte dei trasporti – aggiungono – «non potranno che essere il risultato del lavoro portato avanti in questi anni dalle associazioni».
Un atteggiamento che il gruppo definisce «improduttivo» e segnato da «profonda ingratitudine verso chi ha operato gratuitamente per il bene della collettività», ma che rischierebbe anche di arrecare «seri pregiudizi al territorio».
Nella parte conclusiva della nota le associazioni invitano la politica a cambiare approccio: «Nel 2026 la politica dovrebbe mettere a sistema energie e potenzialità, creando unione e non divisione». In questa direzione – spiegano – si inseriscono le collaborazioni offerte dall’Unione anche su progetti promossi da altri soggetti, come il parere richiesto sulla Metropolitana del Tirreno.
«Il nostro unico obiettivo – concludono – resta il bene comune. E anche se qualcuno prova a cancellare questo lavoro, la collettività continua a riconoscere l’impegno profuso».









































