TORTORA (CS) – Vacanze gratis per gli operatori della sanità che al Nord hanno lottato in prima linea contro il Covid-19. E’ la proposta lanciata da due imprenditori turistici di Praia a Mare e Tortora, Fabio Macri attualmente operativo nel settore dell’alberghiero tra il Veneto e la Francia e Biagio Praino di Tortora, titolare di uno stabilimento balneare e consigliere comunale nella cittadina di Tortora.
A fare da raccordo con i sanitari della Lombardia, un giovane infermiere calabrese da tempo in forza presso una struttura ospedaliera di Milano, Antonio Maceri.
Come detto l’imprenditore tortorese e consigliere comunale Biagio Praino, l’ha accolta senza pensarci due volte allo slogan “Noi non chiudiamo al nord”: “Ospiteremo con piacere i professionisti del settore sanitario del nord.
Chiedere la loro esperienza a servizio di Tortora, Praia e non solo, in cambio di una gratuita vacanza. In comune accordo con le autorità competenti, nonché Regione, Comune, Asp., Protezione civile. Sono certo che questa proposta , studiata dalla lungimiranza di professionisti, possa essere presa in considerazione.”

“L’idea di Macri – ha detto Praino – va studiata e ponderata alla luce dell’attualità relativa all’emergenza del Covid – 19, ma ci permette di guardare con ottimismo al futuro del nostro turismo”.
Ecco a tratti quanto spiegato da Macri in uno suo post diffuso su Facebook “Ora bisogna investire sulla fase « 2 »: Milano e il Veneto, e presto seguirà anche l’Emilia-Romagna, stanno chiudendo le terapie intensive.
In questo scenario c’è chi dice no ai veneti in vacanza! Il mio pensiero anche questa volta va in controtendenza: Invitiamoli con le proprie famiglie a trascorrere le ferie nella nostra terra Praia Aieta Tortora. Sarà un’operazione di comunicazione, commerciale, di programmazione e aiuti reali alle aziende turistico ricettive e di controllo dei flussi. Oggi più che mai un fallimento in tal senso, tenuto conto della gravità delle conseguenze, avrebbe una risonanza mediatica oltre ogni confine, che segnerebbe inevitabilmente per i prossimi anni il destino dell’economia turistica delle nostre terre.
Chiediamogli che, memori delle loro esperienze, possano confrontarsi con gli operatori/colleghi di zona; ci raccontino la loro esperienza sul campo e si rendano magari disponibili durante le vacanze per un eventuale segnale di allarme “estivo”.
“Ci auguriamo – dicono i tre calabresi – che questa iniziativa, sia accolta con decisione da tanti operatori turistici e cittadini del nostro territorio che praticano nei servizi e nell’accoglienza turistica, così da poter contribuire a dare speranza e sostegno a chi si è preso cura ogni giorno dei malati, con turni di lavoro sovrumani ed essere apprezzata per promuovere un territorio a vocazione turistica che non vuole gettare la spugna ma lottare contro il COVID e la crisi economica.”










































