EDITORIALE – Gaetano Ambrico da Grassano è una figura politica importante della Basilicata. Impegnato nell’ambito prepolitico nell’Azione cattolica e fondatore delle Acli lucane diventandone presidente provinciale,regionale e consigliere nazionale.Nel 1948 collaboro’ come vice direttore a “Democrazia Lucana “organo regionale della Dc.Con queste responsabilità ha avuto modo di approfondire le dinamiche del tessuto sociale regionale che sarebbero poi state fondamentali nel suo percorso istituzionale. Nel 1948 fu eletto deputato per la I legislatura repubblicana nelle liste della democrazia cristiana in rappresentanza del collegio di Matera. Fece parte della VI commissione legislativa della Camera dei deputati “Istruzione e belle arti”. Dall’ottobre del 1958 al novembre del 1960 fu sindaco di Grassano, e fu in questa occasione che il suo amico l’architetto Quaroni gli fece dono di un progetto per la costruzione di una scuola elementare unica nel suo genere una vera eccellenza architettonica


Dal 1960 al 1962 condusse, in qualità di esperto, studi e ricerche per il Cir nell’ambito della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero del Bilancio. Ha ricoperto il ruolo di preside della scuola media di Grassano dal 1967 fino al 1987. Nel 1981 fu eletto presidente del Distretto scolastico di Matera. Insegnò anche Sociologia al centro studi della Cisl a Firenze. Soprattutto nel 1951 fu nominato componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla. In questa sede propose Grassano come paese campione del Sud Italia. Due dei 14 volumi furono dedicati interamente alla comunità di Grassano. Un’inchiesta non “fredda” e “verticale”, secondo Ambrico, dove gli intervistati e le famiglie campione dovevano essere protagonisti attivi portando la loro esperienza di vita familiare, di lavoro, di condizioni igienico sanitarie, di attività sociale ma anche di urbanistica della comunità come esempio da analizzare per poi estrapolarne i migliori risultati finalizzati al miglioramento e alla crescita di un Sud che allora era arretrato e marginale. I dati hanno interessato circa 4.000 abitanti presi a campione dove quotidianamente venivano annotati su un registro soprattutto le spese e i bilanci familiari. Una raccolta dati che Ambrico ha voluto nel dettaglio senza tralasciare nessun settore avvalendosi anche dell’ausilio di diversi giovani studenti universitari grassanesi e dedicando unparticolare approfondimento alla dimensione del “lammione” casa tipica dei contadini, Un lavoro lungo e minuzioso che ha fotografato la realtà del piccolo centro nel 1953.



Era quella la dimensione politica di Ambrico. Da quella analisi profonda sulla povertà ha poi preso il via lo schema Vanoni e il processo di industrializzazione del Mezzogiorno che interessò anche la Valbasento. Bisognava aggredire i grandi numeri della povertà e della indigenza e dare una occasione di riscatto a quelle terre. Una figura originale e anche anomala nel panorama politico del tempo. Uno studioso prima ancora che politico ma capace di dare un senso profondo al suo impegno finalizzato a essere non solo rappresnetante del suo collegio ma a migliorarne le condizioni economiche e sociali nel solco del dettato costituzionale, di quella costituente che aveva archiviato il fascismo. Il suo ancoraggio ai valori del cattolicesimo democratico gli fece da bussola. Questa sua originalità e questo suo essere un “irregolare” gli alienò amicizie dentro e fuori il partito ma rimase sempre coerentemente nella Dc Oggi lo ricordiamo perché il prezioso contributo dato alla Basilicata merita adeguato riconoscimento e un recupero culturale che è dovuto ad un grande intellettuale come Ambrico figlio di un tempo e di una Basilicata che era animata da voglia di riscatto. Un ringraziamento particolare per la ricostruzione di questa bella pagina di storia politica della Basilicata a Salvatore Russillo ed a Giovanni Spadafino giornalista amante ed autentico scrigno di ricordi di Grassano.









































