#Amministrative2021: Martoccia (Sindaco di Ferrandina): ‘un lavoro di cinque anni svolto con esperienza e innovazione’

FERRANDINA (MT) – ivl24 apre la sua finestra di approfondimento verso le prossime amministrative comunali che si svolgeranno in Basilicata in questo 2021.

Oltre al “laboratorio delle idee”, incentrato sulle proposte per le comunali lauriota, il nostro direttore Giacomo Bloisi incontrerà i sindaci uscenti dei comuni lucani in cui si voterà. 

Il nostro ospite di oggi è il sindaco di Ferrandina Gennaro Martoccia

Sindaco, le sue aspettative per le prossime amministrative?

Onestamente, le mie aspettative per la prossima campagna amministrativa sono le medesime che nutrivo esattamente cinque anni fa: supportare un percorso e progetto politico democratico e progressista che metta al centro la crescita di nuovi gruppi dirigenti capaci di interpretare a lungo termine una visione di società. In un periodo di profonda crisi orizzontale e verticale delle organizzazioni politiche, sindacali e associative, gli uomini e le donne di esperienza devono mettersi al servizio della città e alla guida della formazione di un nuovo gruppo dirigente che possa ricostruire un senso profondo di comunità e di valori condivisi.

Quali sono stati i punti di forza su cui ha lavorato la sua legislatura? 

Credo che il grande punto di forza della mia consiliatura sia stato democratizzare i processi decisionali e rendere consapevole una nuova e giovane classe di amministratori. Innovazione ed esperienza sono stati i punti cardinali. Fare in modo che ogni singolo consiliere – al netto di coloro i quali hanno avuto deleghe assessorili – potesse esprimere al meglio e al massimo le proprie inclinazioni e le proprie competenze mettendole al servizio dell’intera collettività. Questo ci ha permesso di rappresentare al meglio i diversi interessi di parte rimettendo in moto energie e intelligenze collettive e mai individuali.

Quanto ha condizionato l’emergenza covid sulla sua azione amministrativa?

Sicuramente l’emergenza pandemica di questo ultimo anno ha fortemente rallentato la realizzazione di opere pubbliche di grande interesse collettivo e ci ha messi tutti di fronte a una sfida del tutto inedita e rispetto alla quale nessuno potrebbe dirsi preparato. Ha però rafforzato il bisogno di nutrire e agire azioni di solidarietà sociale che abbiamo provato a interpretare innanzitutto come Istituzione e successivamente come comunità. Questa esperienza sta insegnandoci a saperci affidare e fidare delle Istituzioni pubbliche.

Come giudica il suo dialogo con gli Enti regionali e di Governo? 

Il rapporto che in questi cinque anni abbiamo costruito con tutte le articolazioni istituzionali è stato sempre di confronto construttivo, a prescindere dal fatto che potesse esserci o meno al governo – provinciale, regionale, nazionale – un interlocutore cosiddetto di area. Alle volte, il confronto su alcuni temi è stato ed è aspro, duro – si veda la questione delle mancate bonifiche dell’area SIN o dello stabilimento ex-Materit o ancora della ZES, per fare alcuni esempi – ma sempre nel rispetto della leale collaborazione e degli interessi della collettività che rappresento, mai in maniera pretestuosa o strumentale perché credo fortemente della espressione popolare del voto e altrettanto fermamente nel rispetto delle vari Istituzioni.

Ambiente, sviluppo e infrastrutture, come vede il suo comune tra cinque anni

Bella domanda, alla quale rispondo volentieri. In questi cinque anni ambiente, sviluppo e infrastrutture sono stati in nostri punti cardinali. Sul piano abientale abbiamo operato alacremente conseguendo l’obiettivo della chiusura della discarica, della bonifica da amianto di alcuni territori, delle sollecitazioni alla bonifica della ex.Materit presso le Isittuzioni competenti (preciso che su questo punto la Amministrazione comunale ha sovente sostituito i compiti degli enti preposti). Sul piano infrastrutturale abbiamo raggiunto grandi obiettivi, dal campo sportivo, al centro polivalente, al centro diurno anziani, all’asilo nido comunale, a spazi adeguati per i bambini e i disabili, alla ristrutturazione della stazione ferreoviaria (e molto altro). Sul piano dello sviluppo la realizzazione delle opere pubbliche ha riattivato il tessuto imprenditoriale edile e non solo, ma soprattutto siamos stati protagonisti della realizzazione e perimetrazione della ZES e del propedeutico centro intermodale che potrebbe essere un nuovo volano per il rilancio della zona industriale, in chiave ecosostenibile, della Val Basento.

Pubblicità