AOR, Avis: ‘Doni dorati’ al San Carlo mettono al centro il ruolo della persona

POTENZA – “Abbiamo scelto l’hashtag #siamoununicofilerouge, ha affermato il Vicepresidente dell’Avis di Terranova di Pollino, Pasquale Lofrano- perché ci ha fatto sentire meno soli in questi mesi di emergenza sanitaria”.

Lo stesso hashtag, ha continuato Lofrano nel presentare l’iniziativa ‘Doni dorati’ che si è tenuta in mattinata a Potenza nell’atrio della Palazzina Amministrativa dell’ospedale ‘San Carlo’, incarna i tre elementi chiave del volontariato: collaborazione, volontà e amore verso il prossimo che, insieme alla passione per la donazione e al desiderio di gratitudine, hanno dato vita alla iniziativa”. Alla cerimonia di consegna dei doni erano presenti per l’Avis, oltre a Lofrano, il Presidente Paolo Fedele e la Segretaria Domenica Tufaro del circolo di Terranova di Pollino e il Presidente provinciale di Potenza Elena Nolè.

Per l’AOR San Carlo, il Direttore Generale Giuseppe Spera, il Direttore Sanitario Angela Pia Bellettieri, il Direttore dell’Ematologia Michele Pizzuti e il Direttore del Servizio Immunotrasfusionale Clelia Musto.


‘Doni dorati’ è il progetto voluto con forza dall’Avis “per portare negli ospedali lucani -ha affermato Fedele- regali anonimi chiusi con una carta dorata, poiché dà il senso dell’anonimato, così come anonime sono le donazioni del sangue”. I regali, provenienti da tutti i circoli comunali dell’associazione presenti sul territorio regionale, sono destinati agli operatori sanitari, impegnati in prima linea nel fronteggiare la emergenza sanitaria.


Per Michele Pizzuti, Direttore della Ematologia del ‘San Carlo’ di Potenza, presente alla iniziativa, è fondamentale il lavoro svolto dall’Avis che “ha assicurato, anche durante la fase critica della emergenza sanitaria, le donazioni sufficienti a supportare le attività chirurgiche ed ematologiche condotte nel nosocomio potentino”.


Un ringraziamento particolare all’Avis è giunto dal Direttore Generale dell’AOR San Carlo Giuseppe Spera, “per la particolarità della donazione, in quanto è pensata per la persona che sta dietro il camice, dietro la mascherina.

Ciò dà valore al gesto di questa donazione, la rende unica. L’ Avis, ha concluso Spera, conduce un lavoro fondamentale su tutto il territorio nazionale per il funzionamento e la tenuta del servizio sanitario”.