Arrivato lo switch off digitale della Pa. La Basilicata è pronta? Cosa cambia per i cittadini?

Lauria (PZ) – “Ci siamo. Oggi è il 28 febbraio, la data che il legislatore ha individuato come spartiacque per i servizi online delle amministrazioni: non più concessione da parte di enti illuminati, ma diritto di tutti. Certo, ci sono tantissime amministrazioni che arrivano alla scadenza (colpevolmente) indietro. Ma, a partire da oggi, siamo meno sudditi e più cittadini digitali, visto che possiamo pretendere che le amministrazioni utilizzino Spid, Carta di identità elettronica, pagoPA e l’applicazione IO”. E’ quanto afferma Ernesto Belisario -Avvocato, esperto di diritto delle tecnologie e innovazione nella Pubblica Amministrazione- attraverso i propri social.

Alcuni dirigenti della Pa fanno notare che oggi è domenica e che lo switch off in realtà è domani, e aggiungo personalmente, che arrivare all’ultimo momento non è mai né da classe dirigente né tanto meno da dirigente della Pa illuminato, ma questo resta un mio personale e umile pensiero, aggiungendo che questo tipo di amministrazioni saranno sempre obbligate a inseguire e a copiare più che intravedere e intraprendere un percorso lungimirante (può questa esser sola politica e amore per il proprio lavoro e per il territorio?)

Ritorno indietro di qualche anno, precisamente a giugno del 2015 quando con il ‘BlueFest’ un gruppo di giovani laurioti, tra cui il sottoscritto, hanno organizzato una due giorni sui temi della transizione ecologica e sull’innovazione; temi che solo oggi, dopo sei anni, sono sulla bocca di tutti e in primo piano nell’agenda politica nazionale e che riconosce anche un Ministero. A quella tavola rotonda erano presenti, tra i tanti, anche Ernesto Belisario e Francesco Piero Michele Paolicelli conosciuto come Piersoft, due delle personalità che si distinguono quotidianamente su questi temi.

BlueFest, giugno 2015 a Lauria

Belisario ha rilasciato un’intervista su ‘Business Insider’ alla giornalista Michela De Biasio devo spiega cosa cambia per i cittadini tra Spid, Cie, Cns e cosa significa lo switch off digitale che interessa la Pubblica Amministrazione italiana. In pratica da domani saranno attive le nuove disposizioni previste dal Decreto Semplificazione (DL n. 76/2020) in materia di accesso ai servizi telematici: dismissione progressiva delle singole credenziali che ogni Pa aveva adottato in autonomia, e un’unica chiave per accedere a tutti i servizi pubblici online, a scelta tra il Sistema per l’identità digitale (Spid), la Carta d’identità elettronica (Cie) e la Carta nazionale dei servizi (Cns). Oltre a questo, il decreto prevede che tutte le Pubbliche Amministrazioni nazionali debbano anche integrare la piattaforma pagoPA nei sistemi di incasso per la riscossione delle proprie entrate, e avviare i progetti di trasformazione digitale necessari per rendere disponibili i propri servizi sull’App IO. Una serie di importanti passi in avanti nel processo di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione Italiana. Consiglio la lettura dell’intervista (cliccare sul link di seguito)

In risposta, ad integrazione, sempre nello spirito che contraddistingue il buon Piersoft -Francesco Paolicelli- in maniera pragmatica ha deciso che da martedì 2 marzo controllerà a campione i comuni “se hanno SPID/CIE come UNICO mezzo di autenticazione ai servizi digitali, controllerò se hanno PAGOPA per i pagamenti anche dei bollettini cimiteriali, controllerò se è iniziata (qui si è più morbidi) la transizione verso l’appIO”. Lo scrive sui social e continua che in caso negativo “mando PEC alla corte dei conti in modo che controlli che ci sia almeno il 30% in meno di premialità sui dirigenti a meno di ulteriori danni erariali indiretti alla collettività”.

La transizione digitale è legge. Chiederò all’amico Piersoft, se possibile analizzare tutti i 131 comuni lucani (ho paura per Lauria!) e non solo a campione e vedere a che punto siamo visto che il campo del futuro, come detto, è innanzitutto quello dell’innovazione e dell’ecologia, senza tralasciare la giustizia sociale.