Associazione Coscioni: le proposte per abbattere tutte le barriere

EDITORIALE – Nei giorni scorsi avevamo dato la notizia che l’Associazione Luca Coscioni avrebbe promosso per il 27 giugno 2020 il convegno “No barriere. In ogni senso” (cfr. https://ivl24.it/gli-stati-generali-e-la-disabilita/).


La finalità dichiarata dell’incontro era quella di formulare proposte per restituire a milioni di cittadini con disabilità quelle libertà negate per ragioni dipendenti da leggi non rispettate o da riforme non attuate e che impongono loro un costante lockdown.


È evidente, peraltro, che modifiche legislative e di politica sono oggi ancora più necessarie che in passato a causa delle misure imposte dall’emergenza sanitaria.
L’incontro, svolto in modalità telematica, ha consentito un confronto tra i dirigenti dell’Associazione e molti militanti dei diritti delle persone con disabilità su azioni civili e giudiziarie per articolare proposte politiche sui temi delle barriere architettoniche, sensoriali, digitali, degli ausili, delle protesi e dell’assistenza sessuale.


lI documento, elaborato all’esito del convegno, è la sintesi delle proposte più importanti.
1) Introdurre un “superbonus per la libertà”, per equiparare gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici a quelli del cosiddetto superbonus del 110%.


2) Garantire l’accessibilità digitale prevista – e troppo spesso non attuata – per la pubblica amministrazione, anche ai servizi pubblici dell’offerta privata e consentire l’utilizzo della firma digitale – già equiparata alla firma autografa a livello comunitario – e altri strumenti di identificazione digitale per la piena partecipazione in ambito democratico delle persone con disabilità per la sottoscrizione di referendum, proposte di legge popolare, liste elettorali ecc…


3) Istituire registri regionali – già presenti in Lazio e Lombardia – da collegare a un registro nazionale, per monitorare l’applicazione della legge sui Piani di eliminazione delle barriere architettoniche da parte dei comuni affinché l’adozione degli stessi, obbligatoria per tutte le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, divenga requisito necessario per l’accesso ai finanziamenti pubblici per l’eliminazione delle barriere architettoniche.


4) Adottare una  legge sull’assistenza sessuale, già presentata in Parlamento in altre legislature, per consentire anche alle persone con gravi disabilità di poter vivere una dimensione fisica e psicologica relativa alla loro sfera sessuale, che oggi è di fatto proibita.


5) Evitare che le tipologie di ausili contenuti nel “Nomenclatore tariffario” destinate ai bisogni più delicati e complessi siano acquistate e fornite senza adeguate gare d’appalto come previsto dalla nuova normativa.


6) Prevedere un modello di gestione unica per tutto quanto attiene alla disabilità  e le attività e gli interventi sociosanitari integrati di cui al DPCM 12.1.2017 (nuovi LEA) con il fine di includere – secondo la metodologia del budget di salute – le diverse misure di parte sociale e sanitaria previste dalle vigenti normative per il sostegno all’autonomia, la vita indipendente, la domiciliarità delle cure per le persone con disabilità fisica e psichica, attraverso uno strumento informativo completo e di facile comprensione per la massima conoscenza e fruizione dei cittadini.


Infine, è emerso che “per superare questa gestione poco efficiente occorre elaborare un testo unico (che proponga misure, benefici, interventi per specifici ambiti) gestito da una governance centralizzata e non da un federalismo dell’abbandono, in grado di superare la frammentazione. Le persone con disabilità inoltre hanno la necessità di interfacciarsi con strumenti trasparenti e accessibili.”