POTENZA – “Il Collegio Penale del Tribunale di Matera ha assolto in primo grado Marcello Pittella per le vicende relative alla cosiddetta sanitopoli lucana. Sono felice di questa assoluzione. Avevo stima e contezza dell’operato dell’allora Presidente nonché completa fiducia negli organi di giustizia che, nel riconoscere la piena legittimità della condotta del Presidente della Giunta dell’epoca, hanno definito i contorni della vicenda. Non si può riavvolgere il nastro. Ora è il momento di guardare ancora più avanti e chiudere questo brutto capitolo per aprirne un altro di serenità, sfide e di nuovi traguardi”.È quanto scrive il capogruppo Pd in Consiglio regionale Roberto Cifarelli
“Marcello Pittella è stato assolto.Abbiamo taciuto per 3 anni, sopportando ogni infamia, per essere finalmente travolti dalla gioia della verità!Ma da oggi in poi urleremo la forza dell’onestà di chi ci ha rappresentato e smetteremo di tacere le gravi responsabilità umane e politiche di quella parte di ceto, anche di sinistra, che ha usato con sadica ferocia, a mo di ghigliottina, una ingiusta vicenda giudiziaria.Nomi, cognomi e sigle di facile intuizione per ciascuno di noi.Vergognatevi”.Questo il commento del vicepresidente del Consiglio regionale e esponente di Italia Viva, Mario Polese
“L’assoluzione dell’amico ed ex Presidente Marcello Pittella è una buona notizia per la politica e le istituzioni. Conoscere la verità ancor prima di condannare sarebbe la buona pratica cui uniformarsi, senza attardarsi in preventive condanne mediatiche che ledono la dignità delle persone. Non è una riabilitazione ma una piacevole conferma per chi non ha mai dubitato della buona fede dell’ex governatore, che non di riabilitazione ma di affettuosi e sinceri auguri necessita nel momento della verità.All’amico Marcello l’augurio più sincero”.
Così Carlo Trerotola, consigliere regionale di “Prospettive Lucane”
“L’assoluzione di Marcello assolve tutti coloro che vengono condannati dall’opinione pubblica ancor prima di essere giudicati e infine assolti. Può accadere prima o poi a tutti, nella vita in generale, per questioni non sempre legate a vicende giudiziarie e le conseguenze sono sempre devastanti soprattutto nella sfera personale e familiare, oltre che poi nella sfera economica e sociale. Quando le vicende investono e travolgono chi ha scelto di svolgere una funzione di rappresentanza politica, gli effetti di questo giustizialismo dilagante, in ogni settore, unito a un protagonismo mediatico imperante di chi fa della strumentalizzazione una professione, sono spesso drammatici, perché si riflettono sulla persona, sull’uomo ma soprattutto sulla comunità in maniera decisiva e a volte definitiva. La buona notizia, sul piano umano e poi politico, non può non farmi ricordare che i mesi e gli anni trascorsi da quel 6 luglio 2018 sono stati vissuti anche da me, che con Marcello ho condiviso battaglie epiche, ruoli politici e di governo di questa nostra regione, con un peso enorme sulla schiena, un fardello difficile se non impossibile da sopportare. Ancora oggi, nonostante la vicenda sia andata alla conclusione, c’è chi si ostina a giudicare e condannare senza conoscere nulla nel profondo, dei fatti e delle questioni. Spesso si giudica per approfittare delle disgrazie altrui, per sostituirsi o per il solo gusto di distruggere uomini e funzioni. È forse arrivato il momento di ridare dignità a chi come Marcello ha continuato a combattere sul fronte della sua salute personale oltre che contro infamia e soprattutto contro il “pregiudizio” che è il vero male di una moderna società. Purtroppo dalla piazza del vaffaday abbiamo nostro mal grado ereditato l’abitudine alle ingiurie, agli insulti, la capacità di condannare tutto e tutti, a prescindere, e di essere spesso, come società, totalmente inadeguati quando si tratta di dimostrare di essere diversi o migliori. Dopo aver avviato insieme a lui la rivoluzione democratica ma anche vera e concreta, in Regione, proiettando la nostra Basilicata, in quegli anni e lo dimostrano i dati, verso un futuro sostenibile, ben prima della pandemia e delle enormi disponibilità economiche oggi esistenti, con una visione che ha anticipato di anni quella “transizione” di cui, oggi, tutti parlano senza comprendere il reale significato che non è solo politico ed economico in Basilicata, ma che più che in ogni altra regione d’Italia deve essere culturale. Una rivoluzione che orgogliosamente posso rivendicare di aver avviato, sostenuto e in parte anche realizzato, cambiando con la giunta Pittella il paradigma su cui sviluppare la Basilicata sostenibile, valorizzando e partendo proprio dalle vocazioni territoriali, agroalimentare, ambiente, turismo, verso una società della conoscenza che punta a valorizzare il nostro capitale umano. Una transizione che è stata interrotta per quello che oggi finalmente appare chiaro essere stato un enorme errore giudiziario, durato 4 anni, che ha fatto fuori una intera classe dirigente. Anche alcuni amici o non amici del partito, con ipocrisia e con finto moralismo, hanno dimostrato altro nelle relazioni personali pur facendosi paladini della legalità e della giustizia. C’erano, però, e ci sono tanti cittadini e cittadine lucane che, però, hanno sempre voluto credere a ciò che oggi si rivela essere per la giustizia, la verità. Essere stati eletti insieme nella stessa lista Avanti Basilicata è stata una sfida che tanti hanno considerato impossibile da vincere, sulla scorta dell’onda ma soprattutto dell’onta mediatica che su Marcello e su di noi si era abbattuta. Eppure, ‘abbiamo anche vinta con 25000 consensi e grazie quindi alle tantissime persone che hanno creduto in noi, nel nostro operato, e dalle quali – anche se su campi divenuti differenti – dobbiamo insieme ripartire.” Luca Braia Consigliere Regionale, Capogruppo Italia Viva.
“Un abbraccio forte all’amico Marcello Pittella, che ha profuso negli anni impegno e dedizione alla guida del popolo lucano e che oggi vede finire un incubo durato tre anni. L’assoluzione è un atto di giustizia che conferma la sua caratura morale e politica”.
Lo dichiara il parlamentare europeo del gruppo S&D, Giosi Ferrandino
“Condividiamo la gioia di Gianni Pittella per la notizia dell’assoluzione di Marcello Pittella. Sono stati
anni durissimi, ma l’assoluzione riempie di forza e di fiducia la sua vita è quella della comunità politica nella quale ha sempre militato”.
Così il deputato dem, Vito DE FILIPPO, su Twitter.
“Un fortissimo abbraccio al mio amico Marcello Pittella, assolto finalmente da ogni accusa! Ripristinata la verità, restituito l’onore; rimane il danno per le sofferenze ingiustamente patite, rimane il danno per la Basilicata guidata da un centrodestra senza qualità”. Così su twitter il sen. Salvatore Margiotta (Pd) ha commentato l’assoluzione dell’ex presidente della Regione Basilicata, imputato nel processo Sanitopoli.
Sempre da twitter, il segretario regionale dem, Raffaele La Regina (eletto lo scorso 6 dicembre) ha “inviato un forte abbraccio al Presidente Marcello Pittella. Il Pd della Basilicata si stringe intorno a te, a lungo bersaglio mediatico e politico. Ricominciamo – ha sottolineato La Regina – anche da qui”.










































