Attentato in Congo, il cordoglio di ‘Libera’: ‘E’ necessario tenere gli occhi aperti sull’Africa’

POTENZA – L’agguato nel Nord-Est della Repubblica democratica del Congo, in cui hanno perso la vita l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo, insieme al profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie, ci impone una riflessione politica seria. L’Italia, che oggi giustamente piange la morte di onesti concittadini, deve riflettere sul perché dedica alla cooperazione internazionale solo lo 0,19% del suo Pil.

Proprio in questo dato ci sono molte risposte. In quella terra grande, ricchissima, martoriata dalla guerra e dalla povertà, sono proprio queste ricchezze la fonte di sfruttamento, affari, speculazioni che si realizzano meglio senza testimoni.

Si evidenziano, chiaramente, i forti interessi economici e geopolitici internazionali, in particolare quelli delle multinazionali legate al controllo delle materie prime tra cui il coltan – la lega di colombite e tantalite adoperata per la fabbricazione di cellulari, computer portatili, fibre ottiche, strumentazioni per l’industria aerospaziale, un superconduttore – e gli immancabili diamanti.

E’ necessario tenere gli occhi aperti sull’Africa, sempre, ed è importante non chiuderli subito dopo la sepoltura delle salme.

L’Africa è sede di conflitti esasperati e non è giusto che a rimetterci siano le persone che si mettono in gioco, che non si accontentano di condannare o di stare a guardare. Occorre scegliere da che parte collocarsi e noi vogliamo stare dalla parte della popolazione che soffre, che vive in modo disumano anche per colpa nostra.

Non siamo attenti alle sofferenze della povera gente, delle popolazioni che soffrono. Del resto con la stessa leggerezza e distrazione stiamo affrontando  la pandemia, dagli esiti incerti in tutto il mondo.

Siamo solo preoccupati di suddividere i vaccini tra europei o occidentali lasciando gli scarti ai popoli del sud del mondo. La costruzione di società più giuste – capaci di abolire le guerre e le violenze, di affermare la dignità, il lavoro, i diritti di tutti – comincia da una diversa etica dello stare insieme e dello stare al mondo. Una società giusta non ha bisogno di padroni e sfruttatori, ma di donne e uomini solidali.

Coordinamento Regionale