Bando Rinnovabili, M5s: “Corsa al clic e pochi vincitori”

Le consigliere regionali Araneo e Verri: “La Regione sbaglia metodo. “Lo sportello è durato meno di due ore, tra rallentamenti e blocchi della piattaforma che hanno messo in difficoltà gli operatori”

POTENZA – “Altro che transizione energetica: quello andato in scena con il bando sulle rinnovabili è sembrato il giorno dell’offerta speciale. Serranda che si alza, fila già pronta dalle 4 del mattino e sgomitate a chi entra per primo. Solo che qui non si trattava di comprare un modello super ricercato di scarpe sportive, ma di accedere a risorse pubbliche”.  Lo affermano le consigliere regionali Alessia Araneo e Viviana Verri, precisando: “Lo sportello è durato meno di due ore, tra rallentamenti e blocchi della piattaforma che hanno messo in difficoltà gli operatori, consentendo di caricare ognuno 2 o 3 pratiche, lasciandone fuori altre decine. In così poco tempo si è deciso chi poteva investire nel proprio futuro energetico e chi no. Una misura che non premia il bisogno, ma la velocità di essere primi, penalizzando tante famiglie e professionisti lucani”. 

“E così molti cittadini, pur di ‘stare davanti alla fila’, legittimamente, si sono rivolti anche a ditte lombarde o venete per tentare di caricare la pratica per primi. È questa la programmazione che immaginiamo per la Basilicata? Non è accettabile che un contributo pubblico – continuano le due consigliere regionali – funzioni con un click day, anzi un click second: pochi soldi, accesso casuale e vantaggio per chi si assicura, con il proprio installatore, di presentare la pratica per primo”. La verità è che si poteva e si doveva fare una misura strutturale: accesso continuo al contributo e possibilità di cumulo con le detrazioni fiscali, dando il tempo di cercare il fornitore locale. In questo modo si sarebbe anche creato un doppio vantaggio per l’economia lucana: riduzione immediata dei costi delle bollette per le famiglie e parziale ritorno dell’investimento sul territorio attraverso le detrazioni statali. Comprendiamo la difficoltà di mettere in atto politiche economiche un po’ più complesse, meglio l’offerta speciale che porta tutti al negozio”. 

“Purtroppo – concludono Araneo e Verri – si continua a navigare a vista, con bandi spot e senza una strategia. E mentre si stanziano appena 10 milioni per le rinnovabili, si continuano a spendere circa 70 milioni l’anno per il bonus gas: una misura che non produce autonomia energetica e non prepara la Basilicata alla crisi globale energetica che è già in corso”.

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