Basilicata, crisi senza fine nell’indotto Stellantis: tra sit-in e tavoli a Roma cresce l’allarme per decine di famiglie

Due riunioni a Roma per l’automotive lucano. Accordo per area di crisi su PMC con 90 lavoratori coinvolti. Per Brose solo riconversione. Mons. Fanelli ha incontrato gli addetti in sit-in permanente

MELFI (PZ) – Crisi senza fine per l’indotto Stellantis in Basilicata mentre cresce l’allarme per decine di famiglie. Dopo giorni di sit-in permanente, previsti nel pomeriggio a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy due tavoli sull’indotto automobilistico di San Nicola di Melfi. 

Il primo su PMC, azienda della componentistica per cui è stato chiuso un accordo per l’area di crisi complessa: questo garantirà ai circa 90 lavoratori l’accesso alla formazione e ad ulteriori ammortizzatori sociali. 

La riconversione sembra invece l’unica strada possibile per Brose: il modulo porta, commessa unica per Stellantis, non è più previsto nei nuovi modelli della multinazionale. Anche in questo caso sono diverse le decine di addetti a rischio. 

Il vescovo di Melfi, monsignor Ciro Fanelli, ha incontrato i lavoratori di PMC e Tiberina in sit-in permanente, parlando di “terremoto sociale”. “Non sono le case a crollare – ha dichiarato – ma le persone: affetti, famiglie, storie di dignità ferita”.

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