POTENZA – Si apre con una frattura politica netta la discussione sul bilancio di previsione 2026–2028 e sulla legge di stabilità della Regione Basilicata. A denunciarlo sono i consiglieri regionali di opposizione, che parlano di una crisi ormai conclamata all’interno della maggioranza di centrodestra.
A far esplodere il caso è stato il voto contrario espresso in Giunta dall’assessore alle Politiche Agricole, un segnale che, secondo l’opposizione, va ben oltre una semplice divergenza tecnica. “È la certificazione del fallimento politico della maggioranza”, attaccano i consiglieri, descrivendo un quadro segnato da divisioni interne e incapacità di confronto anche sui provvedimenti fondamentali.
Particolarmente dure le motivazioni rese pubbliche dall’assessore, che ha denunciato l’assenza di dialogo, un metodo giudicato inadeguato e la scarsa attenzione verso un comparto strategico come quello agricolo. Elementi che, per le minoranze, restituiscono “l’immagine di una Giunta allo sbando, priva di una chiara direzione politica”.
L’episodio viene definito senza precedenti per la rilevanza del provvedimento in esame. “Non è una questione tecnica, ma una frattura politica profonda che dimostra come questa maggioranza non sia più in grado di governare”, sottolineano i consiglieri, parlando apertamente di implosione del centrodestra.
Nel mirino dell’opposizione finiscono anche altri nodi irrisolti: dall’assenza di un piano strategico alla crisi della sanità regionale, fino ai conti pubblici ritenuti privi di una direzione chiara e alle criticità legate alle politiche sul bonus gas.
Da qui la richiesta rivolta al presidente della Regione di prendere atto della situazione e aprire formalmente la crisi di governo. “Continuare a ignorare quanto sta accadendo sarebbe irresponsabile nei confronti dei cittadini lucani”, affermano.
“La Basilicata – concludono – non può permettersi una guida debole, divisa e paralizzata. Serve un cambio netto e immediato.”
Il documento è sottoscritto dai consiglieri regionali di opposizione Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello.









































