Le Consigliere regionali del M5s, Alessia Araneo e Viviana Verri: Abbiamo votato contro e proposto alternative concrete
POTENZA – “Ieri il Consiglio Regionale della Basilicata ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028. Abbiamo votato contro. Non per spirito di contrapposizione, ma per rispetto verso la comunità lucana che merita una politica che dica la verità, anche quando è scomoda. Quello che si è consumato ieri in aula non è stato soltanto il voto su un documento contabile, ma la fotografia di una maggioranza che governa senza bussola, spaccata al proprio interno, con un assessore all’agricoltura che ha pubblicamente sconfessato il bilancio della sua stessa Giunta e con il Presidente Bardi che osservava in silenzio nel momento in cui l’opposizione chiedeva di assumere le proprie responsabilità. Un atteggiamento che dà la misura di come si sta governando questa regione”. Lo dichiarano le Consigliere regionali del M5s, Alessia Araneo e Viviana Verri, che aggiungono:
“Il bilancio lo ha descritto con onestà lo stesso Presidente Bardi: strutturalmente rigido, con oltre il 70% della spesa corrente assorbita dalla sanità, una capacità fiscale autonoma che non supera il 15% del totale, investimenti dipendenti per oltre l’80% da fondi europei e nazionali. Uno spazio di manovra reale quasi nullo e, in quello spazio, le scelte fatte parlano da sole. Meno 100 milioni sul bilancio derivanti in gran parte dal calo delle estrazioni, coperti attraverso rinegoziazioni con le compagnie petrolifere e prendendo “in prestito” risorse dal PO Val d’Agri; circa 60 milioni di disavanzo sanitario coperto attingendo a varie voci di bilancio e rimodulando le risorse destinate al bonus gas. È una toppa, non una cura. Nel frattempo e malgrado gli encomiabili sforzi di tutto il personale sanitario a cui va la nostra riconoscenza, i lucani continuano a fuggire dalla sanità regionale: oltre 70 milioni di euro l’anno di mobilità passiva, più del 10% dei cittadini che rinuncia alle cure e spesa per la salute mentale di 53,8 euro pro capite contro 78 di media nazionale”.
“Sull’agricoltura – proseguono – lo stesso assessore di riferimento ha dichiarato in aula che il fabbisogno reale del comparto ammonta a 80 milioni di euro e che le risorse stanziate rappresentano meno del necessario: poche risorse ad enti strategici come ALSIA e AGROBIOS, un Consorzio di Bonifica da riformare, sempre più in affanno con il rischio di far gravare sugli agricoltori ulteriori costi in termini di aumento delle tariffe consortili. Merita una menzione a parte il comparto della forestazione, circa 4.000 lavoratrici e lavoratori che presidiano il territorio, contengono il dissesto idrogeologico, custodiscono il patrimonio ambientale lucano. Ieri abbiamo presentato un ordine del giorno condiviso da tutta l’opposizione, con uno stanziamento di 4 milioni di euro, per aumentare progressivamente le giornate lavorative per le categorie ASA, SAAP e forestazione storica, e per consentire il turnover nei piccoli comuni. Due mesi fa avevamo presentato una mozione su questo tema: il Presidente del Consiglio ci aveva chiesto di non metterla in votazione, promettendo di discuterla entro un mese. Ne sono trascorsi già due e noi chiediamo che la Regione non continui a perpetuare la discriminazione tra lavoratrici e lavoratori che assolvono alle stesse mansioni con diritti, retribuzioni e assistenza assolutamente diversificati”.
“Sul bonus gas – sottolineano Araneo e Verri – è emerso ieri qualcosa che le e i cittadini lucani hanno il diritto di sapere. Dalle dichiarazioni rese in aula dalla maggioranza stessa risulta che 21 milioni di euro destinati al bonus sono stati temporaneamente dirottati per coprire parte del disavanzo sanitario. La maggioranza ha assicurato che nulla cambierà per ora, ma fingere che sottrarre 21 milioni da una misura sia una scelta neutrale e priva di conseguenze ci sembra ingannevole. La domanda che poniamo alla Giunta è semplice: se si riuscirà a recuperare i 21 milioni, si tornerà allo status quo. Se non si riuscirà, come avverrà la rimodulazione? I lucani meritano una risposta chiara, non rassicurazioni generiche”.
“Abbiamo proposto in aula – spiegano – un’alternativa concreta: un criterio progressivo che concentri le risorse disponibili su chi ha più bisogno, invece di distribuirle a pioggia, indipendentemente dalle condizioni economiche. Lo abbiamo formalizzato in un emendamento condiviso della minoranza, poi trasformato in ordine del giorno. La Basilicata produce petrolio, gas, acqua e li esporta tutti, ricevendo in cambio compensazioni che finanziano il bilancio regionale ma non costruiscono un futuro alternativo alle estrazioni. Non esiste un piano di decarbonizzazione né un piano paesaggistico regionale che regoli le autorizzazioni per gli impianti rinnovabili che stanno cambiando il volto del territorio. Il bilancio dipende dalle royalties e dalle compensazioni come un sistema dipende dal proprio metadone: sopravvive, ma non guarisce. E, mentre a via Verrastro si tira una coperta sempre più corta per coprire disavanzi ormai strutturali, e i capigruppo di maggioranza esultano per la destinazione di 100.00 euro alle feste patronali dei capoluoghi, la zona industriale più grande del Mezzogiorno, a San Nicola di Melfi, ha perso 2.500 posti di lavoro in cinque anni e non ha una strategia regionale di risposta (e i lavoratori ormai sono in presidio davanti agli stabilimenti da sei mesi)”.
“La Basilicata è la regione con il maggior calo demografico d’Italia al 31 dicembre 2025, certificato dall’ISTAT. E il Piano Strategico Regionale — il documento che dovrebbe orientare le scelte di investimento — è, con le parole dello stesso Presidente Bardi, congelato. Verrà discusso ‘prima dell’estate’. Nel mentre – concludono Araneo e Verri – l’auspicio è che a congelare sotto la scure di questo bilancio definito dalla maggioranza stessa ‘Lacrime e sangue’ non sia la comunità lucana”.









































