Verri e Araneo: Parliamo di aree inserite nell’elenco nazionale dei siti da bonificare oltre vent’anni fa e rimaste prigioniere di una gestione non efficace in materia di tutela ambientale
POTENZA – “Accogliamo positivamente la notizia dello stanziamento di 27 milioni di euro da parte del Ministero dell’Ambiente destinati alla bonifica dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) della Basilicata. Si tratta di risorse vitali per le aree della Val Basento e di Tito, territori che da troppo tempo attendono risposte concrete per il risanamento ambientale e la tutela della salute delle cittadine e dei cittadini”. È quanto dichiarano le consigliere regionali del M5s, Viviana Verri e Alessia Araneo, che aggiungono:
“Tuttavia, non possiamo esimerci dall’evidenziare l’enorme ritardo accumulato negli anni, perché parliamo di aree inserite nell’elenco nazionale dei siti da bonificare oltre vent’anni fa e rimaste prigioniere di una gestione non efficace in materia di tutela ambientale. Un’inerzia politica che, come documentato dai dati ISPRA, ha permesso alla contaminazione di suoli e falde di raggiungere livelli allarmanti, rendendo questi siti l’emblema di un risanamento promesso per decenni e mai attuato”.
“Come Movimento 5 Stelle – proseguono – grazie anche all’apporto delle associazioni del territorio, non abbiamo fatto mancare la nostra azione di controllo nel corso degli anni, con il deposito di diverse interrogazioni per denunciare l’enorme ritardo accumulato per la bonifica nonché il rischio di perdere ingenti finanziamenti”.
“Per questo – concludono Verri e Araneo – vigileremo attentamente sull’utilizzo di questi 27 milioni di euro, affinché possano dare un apporto decisivo alla bonifica di questi siti, ove ricadono aree industriali di importanza strategica per la Basilicata, comprese aree ZES, ma riteniamo altresì importante conoscere lo stato dell’arte delle procedure di bonifica dei due SIN Tito e Val Basento, come da Accordo sottoscritto nel 2020 tra Ministero Ambiente e Regione Basilicata e, a tale scopo, depositiamo un’interrogazione urgente indirizzata all’Assessorato all’ambiente”.










































