Brevi Riflessioni sul Femminicidio

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

sei un granello di colpa

anche agli occhi di Dio

malgrado le tue sante guerre

per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d’amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

poi ti volti e non sai ancora dire

e taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra

e innalzi il tuo canto d’amore.

(Alda Merini)

EDITORIALE -Nel nostro Paese il Femminicidio è un problema sociale e culturale molto grave.

Per quanto molti neghino che esista un tale problema i numeri parlano chiaro:

Dal 1° gennaio 2023 ad oggi (21 Novembre 2023) in Italia sono state uccise 106 donne: ogni tre giorni una donna viene uccisa.

Leggi più severe, certezza della pena, braccialetto elettronico etc…, possono fare da deterrente? Possono prevenire?

La risposta è ovviamente NO.

Si è puntato il dito contro la società patriarcale, ma questo è solo un aspetto che si intreccia con la trasformazione che la società ha subito negli ultimi decenni, trasformazione che ha al centro del suo sviluppo il Godimento e non il Desiderio.

Il Godimento senza un freno, senza Legge, che porta al consumo del prodotto (tutto è visto, percepito e vissuto come un prodotto), Godere di un qualcosa senza desiderarlo.

Il soggetto del godimento senza Legge, ne rimane schiacciato, perde ogni capacità di simbolizzazione e non può tollerare la frustrazione del mancato godimento.

Dicevamo del Patriarcato.

Innegabile che questo aspetto sia purtroppo ANCORA presente nella nostra società.

Ha preso forme differenti, non mutando la sostanza.

E lo troviamo ad ogni angolo: dal maschio che vuole smarcarsi da questa definizione, perché doloroso anche per lui, all’esposizione di corpi nudi femminili, alla sessualizzazione della donna (prodotto sessuale di cui godere). Lo troviamo aguzzino nelle donne e ragazze che sentono la necessità di dover assecondare clihès che le vedono esposte e ammiccanti, nascoste dietro una libertà artificiale.

Lo troviamo in quel “Adesso in carcere ci penseranno gli altri detenuti” o “Datelo in mano ai parenti, loro sapranno consa farci”: a Violenza risponde Violenza, a Machismo risponde Machismo, ma non è altro che l’impotenza della mancanza di pensiero e di riflessione su ciò che accade.

Lo troviamo nei testi di cantanti ascoltati dai giovanissimi e dalle giovanissime (“Il ca**o fa boxe con le sue tonsille, Merita un premio con borse da mille”).

Se non partiamo da queste riflessioni, sarà tutto inutile: leggi, manifestazioni, fiaccolate, indignazione.

Mia figlia, otto anni, osservando la pubblicità di un tessuto mi ha chiesto “Papà, perché fanno vedere il sedere di quella ragazza?”.

Ecco, lei ha colto il segno.

Anche grazie a lei ci spero ancora.

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