#CaffèEuropeo | Il progetto DIGI-YOUTH KIT parte con un meeting online

POTENZA – Con il primo meeting online previsto per domani 16 gennaio te formalmente il progetto “DIGI-YOUTH KIT” (acronimo “DYO”) approvato come azione 2023-1-FR02-KA220-YOU-000159986 dall’Agenzia Nazionale Erasmus Plus in Francia nell’ambito dell’omonimo programma nelle iniziative KA220-YOU – Cooperation partnerships in youth.

Il progetto è una proposta pianificata da ben 11 partner provenienti da 6 differenti Paesi – POLE METROPOLITAIN POUR L’ENTREPRENEURIAT, LE CARBURATEUR (Francia, coordinatore del consorzio), COOPERATIVE D’INITIATIVE JEUNES  (Francia), BURGASKI SVOBODEN UNIVERSITET (Bulgaria), REGIONAL CLUSTER NORTH-EAST (Bulgaria), AINTEK SYMVOULOI EPICHEIRISEON EFARMOGES YPSILIS TECHNOLOGIAS EKPAIDEFSI ANONYMI ETAIREIA (Grecia), EYROPAIKO INSTITOYTO TOPIKHS ANAPTYKSHS  (Grecia), ASOCIATIA MILLENIUM CENTER ARAD (Romania), S.C. PREDICT CSD CONSULTING S.R.L.(Romania), ASOCIATIA ZURY (Romania), FUNDACJA INNOWACJA I WIEDZA (Polonia) e EURO-NET (Italia) – che mira ad aumentare la qualità del lavoro giovanile e garantire la trasformazione digitale attraverso lo sviluppo di 2 corsi di formazione online per coordinatori e animatori di centri giovanili, la costruzione di una rete informale di almeno 20 centri giovanili dall’Europa e la creazione di un gioco elettronico sul tema della gestione di un centro giovanile, rafforzando così la partecipazione attiva dei giovani.

La proposta, del resto, ha preso il via dalla constatazione che in Europa esiste la mancanza di un approccio strutturato in termini di insegnamento e di formazione delle persone che coordinano le attività dei centri giovanili: mentre in alcuni Paesi i centri giovanili ricevono un certo sostegno dalle autorità locali, soprattutto in termini finanziari, nella maggior parte dei Paesi dell’UE i centri giovanili fanno parte di ONG o altre strutture simili che lottano per sopravvivere.

Inoltre, nella maggior parte degli Stati membri dell’UE, il lavoro giovanile non è incluso o considerato all’interno di alcuna politica definita a livello locale o nazionale, come nel caso dell’istruzione formale, ad esempio, ed anche se esiste una sorta di legislazione nazionale, essa è abbastanza complessa e priva di molteplici aspetti chiave che potrebbero portare all’effettiva organizzazione e sviluppo di centri giovanili.