POTENZA – La Commissione europea ha accolto con favore il via libera del Parlamento europeo alle nuove norme che agevolano l’applicazione, da parte degli Stati membri, del concetto di paese terzo sicuro e introducono il primo elenco dell’UE dei paesi di origine sicuri. Le disposizioni adottate contribuiranno a rafforzare ulteriormente il sistema europeo di asilo, rendendo l’esame delle domande più rapido ed efficiente per gli Stati membri. Nel quadro del patto sulla migrazione e l’asilo, esse sosterranno un sistema al tempo stesso equo e rigoroso, assicurando la piena tutela dei diritti fondamentali. La Commissione continuerà a supportare gli Stati membri nell’attuazione del Patto, la cui piena operatività e il cui ulteriore sviluppo richiederanno un impegno costante nei prossimi anni. Il primo elenco dell’UE dei paesi di origine sicuri permetterà agli Stati membri di adottare un approccio più uniforme nell’esame delle domande di asilo presentate da cittadini di paesi inclusi nell’elenco, le cui richieste sono presumibilmente infondate. Attraverso procedure accelerate, sempre basate su una valutazione individuale, gli Stati membri potranno trattare tali domande in modo più celere ed efficiente. Il concetto di paese terzo sicuro consente agli Stati membri di dichiarare inammissibile una domanda di asilo qualora i richiedenti possano ottenere una protezione effettiva in un paese terzo considerato sicuro per loro. Con le nuove norme, non sarà più necessario un collegamento tra il richiedente e il paese terzo sicuro per poter applicare questo principio. In base al diritto dell’UE, un paese terzo può essere qualificato come sicuro solo se il suo sistema nazionale è in grado di esaminare le domande e garantire una protezione efficace ove necessario, assicurando il rispetto del principio di non respingimento e l’assenza di rischi di persecuzione, minacce alla vita o trattamenti inumani o degradanti. I regolamenti dovranno ora essere formalmente adottati dal Consiglio prima di entrare in vigore, il che avverrà venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Le nuove disposizioni anticipano alcune parti del patto sulla migrazione e l’asilo, che diventerà applicabile a partire da giugno 2026.













































