POTENZA – Si è tenuto il 13 aprile, presso il Ministero del Lavoro, l’incontro sulla vertenza Callmat alla presenza dei rappresentanti aziendali di Callmat e TIM, delle segreterie nazionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpl, oltre ai rappresentanti istituzionali del ministero e della Regione Basilicata.
Dal confronto è emersa, secondo i sindacati, “l’assoluta urgenza di convocare un tavolo di settore nazionale” per affrontare in maniera strutturale la crisi del comparto CRM BPO (call e contact center, back office), definita ormai “incontenibile”. Le misure adottate a livello territoriale, infatti, vengono considerate insufficienti: “Si tratta spesso di interventi tampone – sottolineano le organizzazioni sindacali – mentre è necessario un piano nazionale di riconversione del settore”.
Nel corso dell’incontro, la dirigente del dipartimento Attività produttive della Regione Basilicata, Giusy Lovecchio, ha illustrato il piano predisposto dalla Regione a sostegno della vertenza Callmat. L’intervento complessivo prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro: 4 milioni destinati a un bando per la digitalizzazione del fascicolo sanitario elettronico e 6 milioni per una misura finalizzata alla ricollocazione dei lavoratori in esubero.
In particolare, quest’ultima misura prevede contributi a fondo perduto per le aziende che assumeranno a tempo indeterminato i lavoratori Callmat. Entrambi i bandi dovrebbero essere approvati dalla giunta regionale in tempi brevi.
Pur esprimendo una valutazione positiva sull’impegno della Regione, i sindacati evidenziano diverse criticità. “I tempi risultano eccessivamente dilatati – dichiarano – nonostante siano già trascorsi mesi dall’avvio della vertenza”. Un nodo cruciale riguarda inoltre il ruolo di TIM, che ha prorogato la gestione dei volumi a Callmat fino a fine giugno: oltre tale scadenza, però, “non vi è alcuna certezza sulla consistenza dei volumi”, con il rischio concreto di un ritorno agli ammortizzatori sociali.
Ulteriori perplessità riguardano anche le risorse annunciate a livello nazionale: i 5 milioni di euro che il Ministero del Lavoro avrebbe dovuto destinare al progetto “ad oggi non risultano disponibili, né è chiaro se lo saranno”. Dubbi vengono sollevati anche sull’efficacia delle misure di incentivo all’occupazione, legate alla capacità di risposta del tessuto imprenditoriale locale.
Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 4 giugno. “Ci auguriamo – concludono i sindacati – che in quella data possano essere fornite risposte chiare e percorsi certi per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella vertenza Callmat”.








































