Cambiamento, concretezza e fatti. Intervista al Senatore leghista Pepe.

INTERVISTA ESCLUSIVA – ivl24 ha aperto un ciclo di interviste ai protagonisti della nostra politica regionale impegnati in ruoli cardine sia a livello amministrativo che partitico. Abbiamo aperto questo spazio intervistando la neo sottosegretario Liuzzi del M5S e oggi abbiamo intervistato il Senatore Pepe sul progetto politico della Lega e del Governo regionale partendo dalla manifestazione romana tenuta dal centrodestra ieri.

Che manifestazione è stata “orgoglio italiano” tenutasi ieri a Roma?

La manifestazione di ieri è stata importante e straordinaria, che non ha precedenti di popolo, dove si sono messi in cammino a spese proprie circa 200mila persone, che hanno voluto dare un segnale di fiducia a Matteo Salvini e alla Lega. Hanno voluto dire no ad un Governo che è nato nei palazzi che si rivela il governo delle tasse e delle manette ingiuste ed esagerate. Quindi c’è stato tutto quello che noi volevamo ed avremmo immaginato per il meglio: partecipazione numerosa ed emotiva.
C’è stata la dimostrazione plastica e tangibile che il governo Conte bis nato contro l’Italia e gli italiani e che continua ad imperversare contro di essi. I sondaggi dicono che il gradimento di Conte del suo Governo è ai minimi termini e ieri abbiamo avuto modo di constatare il giudizio del paese reale.
Una manifestazione bellissima e che deve farci continuare lungo la scia del progetto salviniano per dare una prospettiva all’Italia da qui ai prossimi 50anni.

C’è una Lega che ormai si è ben radicata sul territorio lucano e in tutto il mezzogiorno. Che lavoro c’è stato dietro?

La lega nel Mezzogiorno d’Italia oramai è una realtà grazie al nuovo disegno e alla volontà di Salvini che ha deciso di metter su un partito a rilevanza nazionale e che guarda i territori singolarmente mettendo al centro le loro identità e peculiarità. Tutti mantenuti insieme dal collante dell’unità nazionale, allo stesso tempo il lavoro fatto è immane e grazie all’ausilio di tanti riferimenti dal nord come commissari e segretari. Come la Basilicata che ha avuto la possibilità e la fortuna di collaborare con Marzio Liuni, prima commissario e poi segretario della Lega in Basilicata, tramite loro abbiamo cercato di capire il modello lega e che la militanza è un valore e un’attività imprescindibile.
Ci sarà ancora una selezione della classe dirigente, Salvini chiede di aprirci a tutti coloro che amano il progetto Lega e volte a spendersi per ciò. E’ stato fatto un grande lavoro di comunità politica, di collaborazione progettuale; abbiamo messo insieme tante idee per il Sud e la Basilicata e continueremo a farlo ognuno nel proprio ruolo. Avanti con la Lega anche al sud in quanto è realtà di cui non si può far a meno, come in Basilicata dove abbiamo vinto e ora dobbiamo dimostrare con i fatti che siamo più bravi degli altri.

Il Senatore Pepe come si pone nei confronti dell’autonomia differenziata?

Sono favorevolissimo all’autonomia differenziata perché credo sia il momento di dare risorse, poteri e responsabilità ai territori e nel caso di specie, per quanto concerne la nostra Regione, dovremmo esser favorevoli ancora di più poiché abbiamo delle risorse, come quella petrolifera che dovrebbero spingerci verso il compimento di questo percorso.
Autonomia differenziata non significa creare differenza tra nord e sud, ma investire in qualità, meritocrazia e capacità degli amministratori locali concedendo più poteri a quest’ultimi e alle regioni. Avendo più risorse aumenta la responsabilità dei territori, quindi: se sei bravo fai bene, se sei meno bravo vai a casa.
Si accorciano e non si dilatano le distanze tra nord e sud. Faccio notare che le distanze si sono accentuate maggiormente quando vi è stato l’accentralismo romano. Proviamo ad invertire la tendenza perché crediamo che si possa investire su meritocrazia e amministratori locali cosa che al Sud non c’è stato. Abbiamo visto solo sperpero di soldi in sanità e incapacità nella prospettiva di investire in infrastrutture, opere incompiute, opere progettate male, non c’è stata una capacità nella spesa e destinazione dei fondi europei. Questa è una classe dirigente mediocre che finora si è nascosta dietro la confusione dei poteri delle competenze.
Avremo con l’autonomia differenziata di sapere chi deve fare cosa e per cui non si possono inventare alibi. In ultimo il favore verso l’autonomia differenziata è fugato da ogni dubbio nel momento in cui Salvini ha disegnato un’Italia presidenzialista attraverso l’elezione diretta del Presidente della Repubblica.
Significa che questi due procedimenti vanno a braccetto alla perfezione, da un lato si valorizzano le identità territoriali e dall’altro lato la volontà popolare di esprimere il Capo dello Stato. Un connubio perfetto che mette fuori dubbio ogni paventato pericolo., strumentale ovviamente, di lacerazione dell’unità nazionale.

Nella caduta del Governo gialloverde vede anche qualche responsabilità di Matteo Salvini?

Salvini ha fatto benissimo a dire basta al governo gialloverde perché oramai era impossibile dare seguito a tutti i “no” di questi signori dei cinquestelle perché noi volevamo ridurre le tasse, noi volevamo l’autonomia differenziata, volevamo la flat-tax e dicevano sempre no.
Eravamo abbarbicati dietro loro convincimento destituiti da ogni fondamento, evidentemente erano mossi dalla paura della crescita esponenziale della Lega. Nessun errore di Salvini, ma un atto di trasparenza e di coraggio verso gli italiani. Con i “no” non si va da nessuna parte: i no sulle opere pubbliche, il no del tav, la confusione.
Loro nei fatti avevano sfiduciato Conte quando avevano bocciato il tav. Tanta era la confusione che si era creata in maniera poco piacevole dopo le europee tanto che Salvini facendo capire di non esser affezionato alle poltrone e al potere, ma di voler governare il Paese per il bene degli italiani e visti i continui “no” pentastellati impedendo di lavorare con queste finalità. Era arrivato il momento di andare al voto di far decidere gli italiani, poi è successo il ribaltone estivo che tutti conosciamo. Erroracci da parte di Conte, Zingaretti, Renzi e Di Maio, ma non assolutamente di Salvini.

Come giudica il lavoro svolto dalla Giunta regionale finora e gli obiettivi della Lega in Basilicata?

Per quanto riguarda il lavoro del Presidente Bardi, degli assessori e della maggioranza in consiglio regionale lo giudico positivo, stanno venendo fuori nel primo periodo perché non è facile ereditare una Regione mal governata dal centrosinistra per 25 anni. Per cui devono riassettare il sistema burocratico della regione e degli enti sub-regionali e devono man mano mettere in moto una macchina amministrativa che invece non lo è stata fino a ieri.
Giudizio positivo in questi primi mesi, ma guai ad accontentarsi perché siamo stati votati per praticare il cambiamento e dobbiamo portarlo a casa. Rimboccarsi le maniche per fare le cose meglio di chi ci ha preceduti. La Lega è al fianco del Governatore e della maggioranza, è logico che noi siamo il motore e la spina verso il cambiamento concreto, abbiamo la necessità di rendere concrete le infrastrutture, lavoro, garantire servizi fondamentali per una comunità civile come la sanità.
La Lega si pone una serie di obiettivi concreti e realizzabili che sono perfettamente conciliabili con la tutela del nostro territorio, ambiente e salute. Andiamo avanti senza mollare di un passo. La squadra che sta venendo su è importante, solida, con le idee chiare e che lavora per esser protagonista per i prossimi venticinque anni.