Capogruppo PD: Ci siamo fatti carico di tenere distinti Piano del Parco ed espressa deroga a Centrale del Mercure. Su nostra richiesta è stato ritirato l’atto che prevedeva la deroga, dopodiché il Piano è stato approvato all’unanimità dal Consiglio

“La sentenza della Corte Costituzionale dichiara illegittima una legge regionale calabrese, non lucana, che di fatto avrebbe vietato l’esercizio della Centrale a biomasse nella Valle del Mercure. Andrebbe approfondito il giudizio della Corte che non si limita a una bocciatura ma richiama a una pianificazione più corretta del territorio, ad esempio sull’esercizio dei poteri delle Regioni in materia di idoneità o non idoneità delle aree a seguito del Decreto ministeriale di attuazione del comma 1 art. 20 del D.lgs. 199/2021 e in tema di competenze autorizzative ai sensi dell’art. 9 del D.lgs. 190 del 2024. Questioni non di poco conto e su cui la Regione Basilicata è in ritardo, rischiando di lasciare ancora scoperto lo spazio di potestà legislativa che consentirebbe di esercitare un miglior governo del territorio proprio in materie di impianti FER, energia prodotta da fonti rinnovabili”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza.

“È anche vero – prosegue Lacorazza – che non vi può essere un pregiudizio rispetto agli investimenti e all’iniziativa privata, dice il Giudice delle Leggi. La sentenza va rispettata, e crediamo che, al netto delle posizioni assunte in passato, le comunità di Rotonda e Viggianello non possano essere escluse dagli accordi di compensazione. Ma la sentenza della Corte offre spunti di riflessione ulteriori, tra i quali quello di preservare rapporti di buon vicinato con la Regione Calabria che potrebbe, anche per effetto di presunti e non motivati ‘trionfalismi’, non deporre le armi legislative e riflettere sui potenziali spiragli che offre la stessa sentenza della Corte. Anche perché, ribadisco, il Consiglio regionale ha votato all’unanimità dei presenti un Piano che prevede una taglia per le centrali non superiore a 10 MW”.

“Andiamo al dunque. Non aver messo nel dispositivo della delibera-camicia per l’approvazione del Piano del Parco – sottolinea il capogruppo del Pd – l’espressa deroga alla Centrale del Mercure non offrirebbe, a maggior ragione ora, alla Regione Calabria la possibilità (che non andava esclusa totalmente), per eventuale difformità di atti, di impugnare l’atto. Ricordo che, essendo un Parco in due Regioni, il Piano approvato deve essere uguale tanto per la Basilicata quanto per la Calabria. Il rischio sarebbe potuto essere quello di avere sul versante calabrese un Piano senza espressa deroga e un Piano lucano con espressa deroga ai 10 MW: peraltro ‘espressa deroga’ non richiesta in maniera perentoria dall’accordo di compensazione sottoscritto il 14 ottobre 2014”.

“È salvo il Piano del Parco – evidenzia Lacorazza – questa è la sintesi. Ma è anche salva, è il nostro auspicio, la relazione con la Regione Calabria con la quale sarebbe utile sedersi a un tavolo, insieme al Governo nazionale, per rilanciare lo sviluppo del territorio, per una buona parte interno. La Corte Costituzionale ha deciso che la Centrale del Mercure deve continuare il suo esercizio. I controlli sulle matrici ambientali devono continuare e rafforzarsi come abbiamo chiesto, e il territorio, anzi le comunità del Mercure, devono ritrovarsi unite e sentirsi trattate tutte allo stesso modo”.

“Andiamo nel merito. La prima Delibera di Giunta (DGR 735/2024) arrivata in III Commissione, ed approvata senza il nostro voto – aggiunge Lacorazza – riportava l’espressa deroga alla Centrale del Mercure forzando una scelta/atto (il Piano del Parco e non una legge o un Piano energetico) che non richiedeva alcuna esplicitazione diretta sul tema. La DGR 735 votata a maggioranza in Commissione è poi passata al Consiglio per l’approvazione definitiva. Su nostra richiesta, esplicitando questioni di merito e politiche, l’assessore regionale Laura Mongiello, sostenuta in primis dal consigliere Mario Polese, ha ritirato l’atto nella seduta dell’11 febbraio 2025. Successivamente, con DGR 311/2025, è stata cassata dal dispositivo l’espressa deroga di fatto alla Centrale del Mercure; il Piano è stato approvato all’unanimità del Consiglio conseguendo un risultato storico a distanza di 30 anni di attesa”.

“Ci siamo fatti carico, quindi, con oggettiva evidenza, tra silenzi e legittimo pluralismo – conclude Lacorazza – di metterci il giusto peso, nonostante minoranza, per tenere distinti sul complesso crinale amministrativo e politico il Piano del Parco e la Centrale del Mercure. Questi gli atti, tracciati da verbali e posizioni pubbliche, che non lasciano molto spazio alle interpretazioni”.

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