Carburanti, M5S attacca: “Basilicata la più cara d’Italia, servono risposte”

POTENZA — “C’è qualcosa di profondamente distorto in quello che sta accadendo in Basilicata”. Con queste parole le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, intervengono sul caro carburanti che, secondo i dati ministeriali, vede da settimane la regione ai vertici nazionali per i prezzi alla pompa.

Le esponenti pentastellate parlano di un problema che va oltre la dimensione economica, assumendo un valore politico e simbolico: “La Basilicata è una terra che conosce bene il peso dell’energia — tra estrazioni, compensazioni e impatti ambientali — ma continua a pagare il carburante più caro d’Italia. Un paradosso che interroga il rapporto tra risorse prodotte e benefici per i cittadini”.

Araneo e Verri ricordano di aver chiesto, già a fine marzo, l’audizione del direttore generale Michele Busciolano, delegato alla gestione delle relazioni istituzionali sugli accordi di compensazione energetica, dopo un esposto presentato da un’associazione locale alla Guardia di Finanza. L’audizione, prevista in III Commissione consiliare, non si è però svolta per l’assenza del dirigente. “Nel momento in cui servirebbero chiarimenti — sottolineano — è arrivato ancora una volta il vuoto”.

Secondo le consigliere, il nodo riguarda non solo le dinamiche di mercato ma anche la mancanza di responsabilità politica e di trasparenza: “Occorre spiegare ai cittadini perché, in una regione che produce energia, il carburante continui a costare più che altrove. Qui l’auto non è un lusso, ma una necessità quotidiana legata a lavoro, scuola e sanità”.

Da qui una serie di interrogativi: “Dove si genera questa distorsione? Nella filiera? Nei controlli? O nell’inerzia politica?”. Per il M5S non bastano più rassicurazioni generiche: “Serve chiarezza per ristabilire un principio minimo di verità pubblica”.

Le consigliere puntano infine il dito contro un modello basato sulle compensazioni: “Per anni ai cittadini è stato chiesto di sopportare estrazioni e impatti ambientali senza benefici concreti. Ma una comunità vive di diritti reali e di scelte capaci di redistribuire le risorse del territorio”.

“Non basta registrare il primato negativo — concludono — bisogna spezzarlo, spiegando perché la Basilicata paga il carburante più caro d’Italia e quale sia la strategia energetica della Regione, oltre le misure di facciata”.

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