Castrocucco di Maratea, oltre 80 firme per la lettera sull’emergenza cinghiali: “Siamo stanchi dell’immobilismo delle istituzioni”

MARATEA (PZ) – Ha raccolto più di 80 adesioni la lettera aperta dal titolo “Emergenza cinghiali, stato di abbandono e degrado nella frazione di Castrocucco di Maratea”, indirizzata alla Regione Basilicata e alla Prefettura di Potenza. Il documento, firmato dal Comitato Cittadino di Castrocucco, presieduto da Biagio Salerno, denuncia una situazione ormai “fuori controllo” legata alla presenza sempre più massiccia di cinghiali nell’area e al progressivo deterioramento delle condizioni ambientali e di sicurezza della frazione.

Nel testo, il Comitato esprime “profondo rammarico e disappunto per l’inaccettabile immobilismo delle istituzioni”, nonostante – si legge – “numerose segnalazioni, richieste e solleciti corredati da documentazione dettagliata”. A oggi, denunciano i cittadini, non sarebbe stato adottato “alcun provvedimento concreto ed efficace”, nemmeno in merito alla proposta di installare gabbie per la cattura degli animali, considerata “una soluzione praticabile e a basso impatto ambientale”.

La situazione, secondo i firmatari, è ormai “insostenibile” sotto diversi aspetti:

  • danni economici a colture e proprietà private;
  • rischio per la sicurezza dei residenti, in particolare nelle ore serali;
  • limitazioni alla libertà di movimento per paura di aggressioni;
  • disagio e tensione psicologica crescenti nella comunità;
  • mancate risposte anche su altre emergenze, come alluvioni, frane e incendi.

“Questa lettera – afferma il presidente Biagio Salerno – rappresenta un ultimo appello ufficiale. Se non arriveranno risposte immediate e risolutive, ci vedremo costretti a procedere per vie legali, segnalando la situazione alle autorità giudiziarie, alla Corte dei Conti e agli organi competenti per la tutela della sicurezza e della salute pubblica”.

I cittadini di Castrocucco – conclude la nota – “si sentono umiliati e dimenticati”. “Non resteremo in silenzio di fronte a tale negligenza. Esigiamo rispetto, ascolto e soluzioni concrete: siamo stanchi di essere trattati come cittadini di serie C”.

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