CENTOLA (SA) – Come riportato da Saprilive.com, è stata riconosciuta la legittima difesa per Aurelio Valiante, imprenditore edile cilentano coinvolto nella sparatoria avvenuta la notte del 22 giugno 2025 nella sua abitazione a Forìa di Centola. Durante il tentativo di furto nella villa, Valiante esplose alcuni colpi di fucile contro i ladri sorpresi nella proprietà, uccidendone uno e ferendone un altro. La Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ha quindi chiesto l’archiviazione per il 59enne, inizialmente indagato per omicidio e tentato omicidio, ritenendo che abbia agito per difendersi nel corso del conflitto a fuoco scaturito dal furto in abitazione.
La posizione dell’imprenditore emerge nel procedimento penale a carico di Xhuljan Curti, 29enne di nazionalità albanese rimasto ferito durante la sparatoria, nel quale Valiante figura come parte offesa. Il reato di occultamento di cadavere è stato invece stralciato e inserito in un procedimento separato.
Sempre secondo quanto riportato da Saprilive.com, la ricostruzione dei fatti trova riscontro nella sentenza di primo grado emessa dal giudice Domenico Valerio Ragucci del Tribunale di Vallo della Lucania. Il magistrato ha condannato Curti a 5 anni e 2 mesi di reclusione per rapina aggravata. Il processo si è svolto con rito abbreviato disposto dal gip lo scorso 19 gennaio. Al 29enne sono stati inoltre inflitti una multa di 2.200 euro e una provvisionale di 2.000 euro a titolo di risarcimento nei confronti della parte offesa. Curti resta attualmente detenuto nel carcere di Carcere di Poggioreale, a Naples.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la banda – composta da Curti, dal cugino Rivaldo Rusi, 26 anni, e da un terzo complice rimasto ignoto – avrebbe tentato inizialmente un furto in una villa vicina prima di introdursi nell’abitazione di Valiante. L’imprenditore, insospettito da alcuni rumori, uscì nel cortile armato di fucile intimando ai tre di fermarsi. A quel punto uno dei malviventi avrebbe esploso colpi di pistola al suo indirizzo con un’arma sottratta dalla cassaforte dell’abitazione. Valiante rispose al fuoco ferendo Curti e colpendo mortalmente Rusi.
Preso dal panico, l’imprenditore avrebbe successivamente occultato il corpo del giovane in un terreno a San Severino di Centola. Tre giorni dopo si presentò spontaneamente in Procura insieme al proprio legale, confessando quanto accaduto.










































