Potenza – «Se quanto denunciato da Pietro Simonetti del CSERES troverà piena conferma negli atti, ci troveremmo di fronte a una vicenda di una gravità inaudita: 15 milioni di euro di risorse pubbliche che la Basilicata non sarebbe stata capace di utilizzare per realizzare strutture e servizi destinati all’accoglienza dei lavoratori stagionali e al contrasto del caporalato».
Lo dichiara CIVIS – Associazione politico-culturale, intervenendo sulla vicenda dei finanziamenti destinati al completamento del Centro della Pace di Scanzano Jonico e alla realizzazione dei centri di accoglienza di Boreano e Gaudiano.
«Qui non parliamo soltanto di fondi perduti o restituiti. Parliamo, secondo quanto denunciato, di 450 posti e servizi che non sono stati realizzati, nonostante progetti approvati e finanziati già dal 2020. Cinque anni rappresentano un tempo più che sufficiente per trasformare quelle risorse in strutture concrete. Se questo non è avvenuto, la Regione ha il dovere di spiegare ai lucani perché».
«È inaccettabile – prosegue CIVIS – che una terra che continua a chiedere maggiori risorse allo Stato e all’Europa possa permettersi di non utilizzare finanziamenti già disponibili. Ancora più grave è che ciò avvenga su un terreno delicatissimo come quello della dignità dei lavoratori, della lotta allo sfruttamento e al caporalato e dell’accoglienza di persone costrette troppo spesso a vivere in condizioni disumane».
Per CIVIS, «il problema è politico prima ancora che amministrativo. La Giunta Bardi non può limitarsi al silenzio o allo scaricabarile: deve chiarire immediatamente cosa sia accaduto, quali scadenze non siano state rispettate, per quali ragioni e a chi fossero affidate le responsabilità amministrative dei procedimenti. Ma, soprattutto, deve spiegare come intenda affrontare le conseguenze di una vicenda che rischia di privare la Basilicata di risorse fondamentali».
«Su una vicenda di queste dimensioni servono trasparenza e assunzione di responsabilità. La complessità delle procedure non può diventare l’alibi permanente dietro cui nascondere ritardi e inefficienze. La complessità amministrativa esiste per tutti: governare significa avere la capacità di affrontarla, assumersi responsabilità e portare a compimento gli interventi».
«La Basilicata non può permettersi di perdere un solo euro – sottolinea l’associazione – soprattutto quando quelle risorse sono destinate a situazioni di evidente fragilità. Non possiamo accettare che siano ancora una volta cittadini, lavoratori e territori a pagare il prezzo dell’inefficienza».
CIVIS guarda inoltre con particolare attenzione al dibattito riaperto nelle ultime settimane sul ruolo della Basilicata nelle politiche energetiche nazionali, anche alla luce delle recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla necessità di aumentare la produzione nazionale di petrolio e sul contributo che potrebbe arrivare proprio dalla Basilicata.
«È difficile non rilevare una certa contraddizione – osserva CIVIS – tra una Basilicata che viene ricordata quando si parla di ciò che può offrire al Paese e una Basilicata che troppo spesso sembra essere lasciata sola quando si tratta di costruire servizi, opportunità e sviluppo.
Sarebbe interessante che alla Basilicata venisse riconosciuto lo stesso interesse non soltanto quando si parla di ciò che possiamo estrarre, ma anche quando si parla di ciò che possiamo costruire».
«Una terra non può essere considerata strategica soltanto per le proprie risorse naturali. Deve esserlo anche per le persone che la abitano, per i suoi giovani, per il lavoro, per la sanità, per le infrastrutture e per la qualità dei suoi territori.
La Basilicata non può essere soltanto una risorsa da utilizzare. Deve essere una terra nella quale investire.
E prima di chiedere ancora qualcosa ai lucani, sarebbe forse il caso di dimostrare di essere capaci di valorizzare fino in fondo ciò che questa terra ha già a disposizione».
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