CNH Industrial, Spera (Ugl): ‘Chiusura per altre due settimane’

ROMA – “L’Ugl prende atto, responsabilmente, di quanto comunicato CNH Industrial durante l’incontro sostenuto con le OO.SS. della la proroga e relativa chiusura di tutti i plant fino al 17 aprile alla luce del perdurare dello stato di emergenza legato al COVID-19  e che successivi aggiornamenti saranno comunicati sulla base dell’evolversi della situazione”.

Lo fa sapere il segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “apprendiamo che la sospensione delle attività degli stabilimenti produttivi in Italia, annunciato lo scorso 20 marzo e inizialmente previsto per due settimane, proseguirà per ulteriori due settimane.

Abbiamo un confronto costante e costruttivo con i vertici del gruppo – aggiunge Spera -, per la decisione di prolungare l’apertura dei stabilimenti: va dato atto all’azienda che ha convenuto con le OO.SS. che per il rispetto della sicurezza e della salute dei lavoratori in ogni caso si inizi a predisporre le misure necessarie a garantire una eventuale ripresa della attività lavorativa in massima sicurezza.

CNH continua a mantenere operativa la filiera della ricambistica e dell’assistenza in Italia e in Europa, avendo attuato tutte le misure di sicurezza, contenimento e prevenzione previste dalla legge e concordate con i lavoratori. In questo modo – conclude Spera – sarà possibile per i clienti finali conservare in attività e nelle adeguate condizioni di funzionamento le proprie flotte e mezzi per l’agricoltura, le costruzioni, il trasporto di merci e persone durante questo periodo.

L’azienda è rimasta aperta al dialogo e a dare tutte le dovute informazioni a tutti i partner aziendali che ne facciano richiesta o che ne abbiano bisogno. Come Ugl, siamo disposti a un dialogo costruttivo e propositivo in questa fase emergenziale da pandemia Covid-19 ma, non transigenti su rispetto, aggiornare e migliorare standard di sicurezza e dotazioni per riprendere efficacemente l’operatività non appena possibile. La salute dei lavoratori prima di tutto”.