Compensazione per la concessione Val d’Agri, Cgil e Cisl: ‘parti sindacali non coinvolte’

POTENZA – “Come al solito apprendiamo dalla stampa, già a cose decise, che la Regione avrebbe sottoscritto il protocollo di intesa con Eni che ne autorizza le estrazioni per i prossimi 10 anni. Ancora una volta siamo costretti a registrare l’assenza di interlocuzione istituzionale e ad apprendere decisioni su questioni importanti a giochi ormai fatti”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa. “Invece di sollecitare il confronto per disegnare un’azione condivisa – prosegue Summa – si continua ad operare evitando il dialogo sugli aspetti programmatici, di visione, di come usare le risorse e di come fare le scelte. Bardi non può continuare ad agire sulla testa dei lucani, dei sindaci del territorio e dei lavoratori. La gestione della risorsa petrolio va programmata. Così facendo gli spazi della democrazia sono sempre più ristretti, tanto da determinare l’impoverimento della stessa  società civile.

Sono due anni – aggiunge il segretario generale della Cgil lucana – che stiamo chiedendo a gran voce di confrontarci sul tema dello sviluppo e delle scelte strategiche che riguardano l’energia e su come sia necessario programmare, in maniera condivisa,  le risorse delle compensazioni ambientali unitamente a quelle comunitarie e del Pnrr, se si vuole affrontare con serietà, visione e protagonismo il processo di transizione ecologica e il passaggio dall’oil al no-oil. Continuiamo a  ribadire l’assenza di strategie nella programmazione regionale al 2030 sulle tematiche ambientali. 

Questioni serie come queste,  che riguardano   il futuro della Basilicata – spiega Summa – necessitano preliminarmente di una ricognizione dello stato dei luoghi e  di conoscenza dei fabbisogni dei territori. Va disegnata una strategia condivisa con le parti sociali, e non solo nelle stanze della Regione, per capire come vengono utilizzate, tra l’altro, le royalties d’estrazione. Penso a due temi: da una parte l’emergenza sociale dei lavoratori sottopagati, che non arrivano a fine mese, per non parlare della mancanza di  lavoro soprattutto per giovani e donne.  È la nuova povertà che, come ha denunciato il Papa nel messaggio per la Giornata mondiale dei poveri, è una forma di schiavitù che va contrastata con impegni concreti. Dall’altra, le riforme europee che impongono una seria riflessione. Con lo stop dei motori diesel e benzina a partire dal 2035 sarebbe utile usare le royalties anche  per la riconversione dell’indotto di Melfi per contrastare una ulteriore emorragia di posti di lavoro. Ma per disegnare strategie – conclude Summa – servono condivisione e confronto”.

“Oggi il presidente Bardi ci informa a mezzo stampa che è stato siglato l’accordo di compensazione per la concessione Val d’Agri con Eni e Shell. In attesa di capire nel dettaglio i contenuti di tale accordo, non possiamo che dirci rammaricati per il metodo utilizzato dalla Regione anche in questa importante occasione. Da anni sollecitiamo un confronto sul tema del petrolio e delle sue ricadute sociali e ambientali, e la risposta è il solito accordo concepito in camera caritatis con le compagnie petrolifere. Questo modus operandi, che impoverisce i luoghi della democrazia e riduce la concertazione a mera presa d’atto notarile di decisioni già assunte, è la misura di una visione poco ambiziosa e assolutamente riduttiva dei processi democratici, certamente inadeguata a sorreggere le grandi sfide che ci attendono nel futuro, a partire proprio dal tema della transizione energetica”.

Lo ha detto in tarda mattinata il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo

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