POTENZA -Da oltre un mese le attività commerciali su suolo pubblico hanno potuto – formalmente – riprendere l’attività ferma da oltre un trimestre. Formalmente perché sia le disposizioni nazionali, quanto quelle regionali, in ragione delle intese e delle direttive assunte nelle varie Conferenze Stato Regioni (e specificamente quelle del 16 maggio e dell’11 giugno 2020) sono ancora oggi, in molti comuni della Basilicata, sostanzialmente disattese : molti mercati non partono, di altri non si sa neppure quando potranno riaprire.
E nonostante si meni vanto, ad ogni occasione di essere – ad oggi, e per il decino giorno consecutivo – una regione “Civid free” .
C’è una enorme, incomprensibile ed inaccettabile difformità di indirizzo da parte delle amministrazioni comunali, per superare la quale l’ANVA Confesercenti aveva richiesto la convocazione di uno specifico “tavolo tecnico” sia alla Regione Basilicata, nella persona del Presidente della Giunta, sia all’ANCI regionale.
Registrato il sostanziale silenzio dell’ente regione – che non è in condizione neppure di dare una spiegazione del suo disinteresse – l’ANVA ha tenuto nei giorni scorsi una videoconferenza con l’ANCI, che nonostante la attenzione e la cortesia dei partecipanti all’incontro, non ha prodotto ad ora alcun risultato.
Nel frattempo, gli operatori non sono ancora in condizione di svolgere la propria attività in modalità ordinaria (sempre nel rispetto delle disposizioni sulla tutela della salute pubblica e del contenimento della epidemia) e non riescono ancora a portare a casa un reddito minimo per assicurare almeno la sopravvivenza dell’impresa e quella della propria famiglia.
Si stanno consumando, sulla pelle degli operatori commerciali su suolo pubblico – che hanno diritto e titolo a partecipare a mercati, a fiere, a sagre, etc – veri e propri abusi, e non si riesce a comprendere in ragione di quale diritto e principio superiore da rispettare, dimenticando che queste attività hanno storicamente svolto una funzione e sono state pensare dal legislatore a tutela dei diritti dei cittadini, soprattutto di quelli residenti nei nostri piccoli comuni, e soprattutto della parte più debole della popolazione.
Di tutto questo alla Regione Basilicata, ed in particolare al suo Assessore alle Attività Produttive, sembra non essere di particolare interesse : il commercio su suolo pubblico che coinvolge circa 1.500 imprese e circa 1.000 lavoratori dipendenti, per questi soggetti, non esiste. Salvo quando deve pagare, anticipatamente, ed in alcuni casi per due volte, le tasse per l’occupazione di quel suolo pubblico che nessun vuole concedergli.
L’ANVA chiede l’immediato ripristino delle condizioni normali di agibilità lavorativa per un settore produttivo essenziale per la vivibilità e gli standard di vita dei cittadini della nostra regione.Basta con le discriminazioni verso il commercio su suolo pubblico : lasciateci lavorare







































