Confindustria Basilicata, D’Alema indica la rotta: “Più industria, meno assistenzialismo. Serve un Patto per lo sviluppo della Basilicata”

POTENZA – Una Basilicata che torni a crescere puntando su industria, investimenti, infrastrutture, innovazione e capitale umano. È questa la visione delineata dal neo presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, eletto alla guida dell’associazione per il quadriennio 2026-2030, nel corso dell’assemblea privata degli industriali lucani e presentata successivamente all’evento pubblico “Basilicata al Centro del futuro. Investire, Restare, Crescere”, svoltosi al Park Hotel di Potenza.

Nel suo intervento programmatico, D’Alema ha tracciato un’analisi delle criticità che interessano la regione, segnata dagli effetti delle crisi geopolitiche e commerciali, dal rallentamento economico e da un preoccupante calo demografico. Da qui il richiamo a “responsabilità e scelte coraggiose”, indicando nella competitività il principale obiettivo dell’azione di Confindustria.

Secondo il presidente degli industriali lucani è necessario riportare al centro dell’agenda politica le politiche industriali, privilegiando investimenti in infrastrutture, tecnologia, innovazione e capitale umano. D’Alema ha inoltre ribadito la necessità di superare “l’assistenzialismo improduttivo”, destinando una quota maggiore della spesa pubblica agli investimenti capaci di generare sviluppo, occupazione e competitività.

Ampio spazio è stato dedicato al settore energetico. Per D’Alema la Basilicata deve trasformarsi da territorio di estrazione a territorio di produzione di valore, proponendo la costituzione di un Fondo Strategico per il rilancio industriale lucano, alimentato con almeno il 30% delle royalties derivanti dall’Oil & Gas e destinato a finanziare infrastrutture e attrazione di investimenti. Tra le proposte figura anche una “Banca dell’Energia”, pensata per tradurre parte del valore prodotto dalle attività energetiche in benefici concreti per le comunità locali.

Guardando ai principali comparti produttivi, il neo presidente ha indicato la necessità di accompagnare la riconversione industriale dell’area di Melfi, favorendo nuovi investimenti nei settori dell’aerospazio, della difesa e dell’osservazione della Terra, oltre a rilanciare il progetto di un distretto interregionale del mobile imbottito tra Basilicata e Puglia. Positivo anche il giudizio sulle prospettive di crescita di agroindustria, chimica, farmaceutica e turismo, settore quest’ultimo chiamato a consolidare i risultati raggiunti attraverso destagionalizzazione, maggiore integrazione territoriale e rafforzamento delle infrastrutture.

Tra le priorità indicate figurano anche il superamento dell’isolamento infrastrutturale della regione, il completamento dell’Interporto di Ferrandina, il potenziamento dell’Aviosuperficie di Pisticci, il collegamento idrico della Valbasento e la diffusione della fibra ultraveloce nelle aree industriali. D’Alema ha inoltre criticato la revoca dei finanziamenti PNRR destinati alle aree industriali di Tito e Jesce, definendola una scelta penalizzante per il sistema produttivo lucano.

Uno dei passaggi centrali della relazione ha riguardato il tema dello spopolamento e della fuga dei giovani. Il presidente di Confindustria ha proposto un Patto per le nuove generazioni, fondato su formazione tecnica, rafforzamento degli ITS, collaborazione con l’Università della Basilicata, sostegno alla genitorialità e creazione di occupazione qualificata, con l’obiettivo di favorire il rientro dei giovani che hanno lasciato la regione.

In chiusura, D’Alema ha lanciato l’idea di convocare gli Stati Generali dell’economia lucana per costruire un nuovo Patto per lo Sviluppo, coinvolgendo istituzioni, imprese e parti sociali in una strategia condivisa di rilancio della Basilicata. Contestualmente ha presentato la nuova squadra di presidenza che lo affiancherà nel quadriennio 2026-2030, composta da nove vicepresidenti e dai rappresentanti della Piccola Industria, dei Giovani Imprenditori e di Ance Basilicata.

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