LAURIA (PZ) – Nonostante gli impianti sciistici siano rimasti chiusi per l’insufficiente innevamento, il massiccio del Sirino ha richiamato nella giornata di ieri numerosi visitatori a Conserva di Lauria. I circa 15 centimetri di neve caduti nei giorni scorsi non sono stati sufficienti per consentire la battitura delle piste, ma non hanno frenato la voglia di montagna e di natura.
Fin dalle prime ore del mattino, appassionati e famiglie hanno raggiunto la località montana per ammirare il paesaggio innevato. C’è chi ha scelto una semplice passeggiata panoramica, chi ha indossato le ciaspole per esplorare i sentieri immersi nel bianco e chi, soprattutto tra i più piccoli, si è divertito con il tradizionale slittino. Una presenza significativa, segnale di un interesse che va oltre lo sci e che conferma l’attrattività del Sirino come meta invernale alternativa.
A sottolineare il potenziale dell’area è il presidente del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Antonio Tisci, che richiama l’attenzione su un aspetto spesso poco conosciuto. «Sulla Salerno–Reggio Calabria, subito dopo il confine tra Campania e Basilicata, c’è l’uscita di Lagonegro Nord. Per centinaia di migliaia di persone è la strada che ogni estate porta al mare», spiega. «Maratea, Tortora, Sapri, Praia, Scalea, San Nicola Arcella, Belvedere, Diamante: decine di migliaia di famiglie hanno su quella costa la casa delle vacanze».
Eppure, come evidenzia Tisci, «poche di quelle persone sanno che quella stessa strada conduce anche alla montagna. In pochi minuti si può arrivare al lago glaciale più meridionale dell’emisfero boreale, ad alcune delle vette più alte dell’Appennino Meridionale e alle meraviglie del Lago Sirino».
Secondo il presidente del Parco, il valore del Sirino sta proprio nella sua autenticità: «Posti meravigliosi, montagne innevate lontano dalle folle e dai circuiti di massa, dove l’ospitalità è di casa, si mangia bene e si mantiene un rapporto sano con la neve e con la montagna. Qui è ancora possibile incontrare le vacche al pascolo e produttori caseari che sanno di antico».
Una riflessione che porta a una domanda chiave: «Quanti luoghi esistono dove si può andare sulla neve a pochi minuti dal mare?». Per Tisci, la risposta è chiara: «È turismo lento e autentico, a pochi passi dal turismo balneare. Ci sono tutte le condizioni per fare del massiccio del Sirino un luogo turistico di primo livello».
Il massiccio rientra interamente nel Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e, conclude il presidente, «con l’aiuto di Dio intendo potenziare e valorizzare la sua già esistente vocazione turistica di qualità». Un obiettivo che passa anche da giornate come quelle vissute a Conserva di Lauria, dove la neve, pur senza sci, continua ad attrarre e a raccontare un’altra Basilicata.








































