Consiglio regionale, Centrosinistra: “Pronti anche all’occupazione dell’Aula”

Conferenza stampa dei Consiglieri regionali di Centrosinistra, nel Palazzo della Giunta regionale, per protestare contro la mancata nomina degli organi consiliari e dell’esecutivo. Presenti i consiglieri Marrese, Cifarelli, Lacorazza, Bochicchio, Araneo

POTENZA – I Consiglieri regionali di centrosinistra, nel corso dell’incontro con la stampa, tenutosi questa mattina nel palazzo della Giunta regionale, hanno ribadito con forza “la condanna dell’atteggiamento di inerzia di una maggioranza che non bada agli interessi dei cittadini ed alle esigenze di una regione sempre più in difficoltà nei settori socio-economici ed è, invece, presa dagli interessi politici di parte che, non trovando alcuna soluzione, impediscono di dare realmente inizio alla XII Legislatura, ormai a mesi dallo svolgimento delle elezioni regionali”.

Il primo a prendere la parola è stato il consigliere del Partito democratico, Piero Marrese, che ha parlato di “modo irrituale di condurre l’amministrazione regionale da parte di Bardi e della sua maggioranza che devono capire di non essere a casa propria. L’interesse prioritario è quello di dare risposte ai cittadini e darle subito, tralasciando le preoccupazioni per loro assolutamente precipue di statuire le postazioni di potere con la relativa occupazione delle poltrone. Occorre accelerare – ha sottolineato Marrese – tenendo nel debito conto i problemi grandi che assillano la regione in vari settori, dalla sanità al comparto agricolo con la siccità incombente, per passare al settore industriale. E invece – ha esplicitato – si continua a perdere tempo, ma il tempo è ampiamente scaduto e se la situazione dovesse perdurare siamo pronti a forme di protesta ben più dure, non esclusa l’occupazione dell’Aula consiliare”.

Le consigliere del Movimento cinque stelle, Viviana Verri e Alessia Araneo, hanno voluto “lanciare un segnale forte: non è questo – hanno detto rivolgendosi a Bardi ed alla sua maggioranza – il modo migliore per iniziare un confronto politico. Un modo di fare irrispettoso dei cittadini e delle istituzioni, disappunto totale – hanno rimarcato – per un modus operandi fuori da ogni regola e qualsiasi degno comportamento politico, adducendo delle motivazioni del tutto inconsistenti per un grave ritardo che non pone il Consiglio nelle condizioni di esercitare il proprio ruolo. La nomina non più procrastinabile dell’esecutivo è condizione ineludibile per affrontare le problematiche in essere, non ultime quelle concernenti il turismo, un comparto che dovrà divenire davvero trainante per l’economia regionale, considerando le tante tipologie di maestranze che vi lavorano, oltre alla valorizzazione e promozione dei siti di interesse nazionale ed internazionale. Abbiamo assoluto bisogno, dunque – hanno ribadito – di assessori con cui confrontarci per dar vita ad un processo di crescita e sviluppo, possibilmente in accordo per il bene collettivo, processo per troppo tempo rimasto recondito”.

Per il consigliere del Partito socialista, Antonio Bochicchio, “quella messa in atto dal Presidente della ancora fantomatica Giunta è una boutade degna della Commedia dell’Arte, questa volta però scevra dalle buone e ricche tradizioni culturali. Assolutamente irriguardoso fare un ennesimo rinvio o aggiornamento che dir si voglia del Consiglio regionale senza alcuna interlocuzione con la minoranza. E’ vero che i tempi della politica – ha affermato Bochicchio – sono talvolta lunghi, ma non possono divenire così lunghi, soprattutto se non dettati da motivazioni valide e che attengono ssoltanto alla mera spartizione del potere”.

Il consigliere del Partito democratico, Roberto Cifarelli, non ha esitato a stimare “l’atteggiamento della maggioranza e di chi la dirige come un vero ‘colpo di mano’ con regole prese e calpestate. Bardi e Cupparo, consigliere anziano – ha detto Cifarelli – non sono i padroni del vapore e non si può continuare a scavalcare il Consiglio regionale con una semplice raccolta di firme per chiedere l’allungamento ingiustificato della decisione in merito alla nomina del Presidente del Consiglio, dell’Ufficio di Presidenza, degli organi di garanzia e, tanto meno, della Giunta. In questo modo si sminuisce in modo illegittimo il ruolo del Consiglio e ci si dimentica colpevolmente del popolo lucano che non merita simile trattamento. Dovete venire in Consiglio – ha continuato Cifarelli con lo sguardo ed il pensiero alla maggioranza – e dire in quella sede quali sono i problemi che vi attanagliano e le difficoltà alle quali non riuscite ancora ad ovviare. La trasparenza deve contraddistinguere l’Assemblea e sta a voi renderla tale, mentre le motivazioni addotte per un ritardo ormai inaccettabile sono irrisorie: parlate addirittura di tempo necessario per lo svolgimento di una ‘mole di incontri politici nazionali connessi all’insediamento del nuovo Parlamento europeo’ pensando di dare credibilità alla vostra incapacità di affrontare le troppe criticità esistenti in regione, crisi idrica e necessaria risposta agli agricoltori per dirne una, e i tanti ritardi accumulati a livello amministrativo, considerando che vi sono centinaia di interrogazioni giacenti sintomatiche di una attività ispettiva praticamente azzerata. Occupazione dell’Aula quale forma più incisiva di protesta, quindi, e richiesta di intervento al Prefetto per rompere il vostro reiterato diniego al confronto e per porre il Consiglio regionale nelle condizioni giuste per poter operare. Una domanda pregnante – ha concluso Cifarelli – alla maggioranza: siamo ancora in democrazia in Basilicata? Se si, organizzatevi”.

Per il consigliere del Partito democratico, Piero Lacorazza, “Bardi scappa dal Consiglio regionale della Basilicata, ma non potrà scappare dai problemi dei lucani che, in ogni caso, anche se si dovesse raggiungere un accordo politico tra le forze di maggioranza, pagheranno questo ritardo e questa violazione delle regole. Alcuni esempi concreti: tarderanno risposte sull’emergenza idrica, così come  sulla sanità, tarderanno risposte – ha continuato Lacorazza – sul trasporto pubblico, tarderanno risposte sull’attesa di bandi, tarderanno le risposte sull’assestamento di bilancio e sui bilanci degli enti sub-regionali, tutto questo recando gravi problemi alla macchina amministrativa, ai cittadini ed alle imprese”.