Consiglio regionale, toni accesi tra l’ex assessore Leone e il Presidente Bardi

POTENZA – Chi ieri in Consiglio regionale si aspettava un chiarimento tra l’ex assessore Leone e il Presidente Bardi é rimasto deluso. Dopo la lettera dell’ormai ex membro di Forza Italia, in cui i toni non erano per niente pacifici, anche ieri in Consiglio il dialogo tra i due non è stato per niente idilliaco.

Leone aveva anticipato ai giornalisti prima dell’inizio dei lavori dell’assemblea, affermando di essere rimasto stupito dalla decisione del Presidente di estrometterlo dal nuovo esecutivo. “Una mancanza di rispetto nei suoi confronti, un tradimento”. Un atteggiamento che dal punto di vita politico Leone ha contestato anche al suo ex partito – Forza Italia – che non l’avrebbe difeso. Da qui la decisione di non farne più parte, di passare al Gruppo Misto, aggiungendo che non appoggerà l’attuale maggioranza.

Fin qui le anticipazioni ai giornalisti. Poi nel dibattito sulla nuova giunta presentata da Bardi, i toni si sono ulteriormente accesi quando Leone ha contestato al Presidente di essere stato trattato “come un oggetto inanimato. Lei aveva un debito di onore nei miei riguardi perché – ha detto – sono stato lasciato solo nella pandemia dal direttore Esposito che ha scelto lei”.

Bardi si è dichiarato sconvolto da quanto affermato dall’ex assessore.
“Credo che con questa sua dichiarazione, – ha detto – Leone ha dimostrato di non essere stato all’altezza di fare prima l’assessore, e credo che non sia neanche in grado di fare il consigliere.
Lei ha fatto una accusa al presidente – ha aggiunto – io rispetto tutti ma pretendo rispetto contro chi, solo perché non fa più l’assessore, si scaglia contro il presidente. Questo non è tollerabile, lei si deve vergognare”.

A seguito di questa discussione, il Consiglio è stato sospeso e rinviato a data da destinarsi. Proprio il primo Consiglio Regionale del Bardi bis, quello che avrebbe dovuto sancire la partenza della nuova giunta e l’inizio della seconda fase della legislatura.