Coronavirus, accordo tra Fca e sindacati per la ripartenza (col benestare di Burioni)

TORINO – Obbligo di mascherina per tutto il personale, rilevazione delle temperature prima dell’ingresso in azienda, mantenimento della distanza di almeno un metro, sanificazione degli ambienti, procedure per evitare assembramenti nelle mense e negli spogliatoi, uso dello smart working e formazione del personale. Sono alcune delle misure previste dall’accordo in Italia tra Fiat Chrysler Automobiles e sindacati metalmeccanici per affrontare la “fase 2” dell’emergenza: la ripresa graduale dell’attività produttiva in fabbrica. Tenendo conto che l’attuale decreto di stop è in vigore fino al 13 aprile, ma non sono da escludere (anzi) ulteriori proroghe.

L’accordo ha ricevuto anche l’approvazione del virologo Roberto Burioni.

«La salute e la sicurezza dei lavoratori – commenta Pietro Gorlier, responsabile della regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) di Fca – sono le priorità principali di Fiat Chrysler Automobiles. Partendo dalle iniziative implementate per la loro sicurezza nelle fasi iniziali della diffusione della pandemia, abbiamo lavorato con esperti del settore e con le organizzazioni sindacali, che ringrazio per la collaborazione, per rafforzarle con l’uso dei più avanzati strumenti di prevenzione e un forte impegno sulla formazione delle persone per la loro applicazione. Il funzionamento del nostro sistema industriale è ovviamente una parte fondamentale per il nostro gruppo, come dimostrato dai 5 miliardi che stiamo investendo nel piano industriale triennale per l’Italia, ma non ammettiamo nessuna deroga alla sicurezza delle persone».

Estremamente positivi i commenti delle organizzazioni dei lavoratori. «L’accordo – dicono Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile automotive – è il risultato dell’incontro tra le competenze dei delegati, dei lavoratori e degli esperti in materia e la volontà delle organizzazioni sindacali e della direzione di Fca di cercare e raggiungere un’intesa per la tutela della salute e della sicurezza delle persone e la garanzia occupazionale e produttiva».

Secondo il segretario generale Fim Cisl, Marco Bentivogli, e il coordinatore nazionale settore Automotive Fim Cisl, Raffaele Apetino, «l’intesa raggiunta con Fca è unica nel panorama industriale italiano: affrontare già oggi, nella “fase 1”, l’eventuale ripartenza della “fase 2”, inserendo tutti gli strumenti di sicurezza, è necessario per ridurre al minimo il contagio e consentire una graduale ripresa produttiva».

L’accordo specifica che prima dell’avvio delle attività produttive sarà inviato tramite WhatsApp ed email a ogni lavoratore un pacchetto di informazioni con le misure da adottare in ogni reparto aziendale. Tra le altre, la distanza di oltre un metro tra ogni singola persona, le modalità per il lavaggio delle mani sia con acqua e sapone sia con liquido igienizzante, le modalità di approvvigionamento dai distributori d’acqua con bicchieri/borracce, le misure da rispettare nelle mense, il corretto utilizzo degli ascensori e le corrette modalità di gestione delle riunioni.

Saranno inoltre fornite informazioni per la gestione di possibili sintomi di Covid-19 e attività di prevenzione da adottare nelle situazioni di emergenza. Una volta ripresa l’attività, la formazione ai dipendenti proseguirà attraverso le piattaforme on-line di e-learning, i normali canali di comunicazione interna e con i responsabili dei singoli settori con il supporto di personale specializzato e medico. Saranno anche utilizzati strumenti tecnologici per educare i dipendenti al social distancing durante l’orario di lavoro.

A ogni lavoratore sarà inoltre consegnato da Fca un kit personale che comprende, salvo esigenze specifiche, due mascherine chirurgiche e un paio di guanti per ogni giornata lavorativa e un paio di occhiali al mese che dovranno essere sempre utilizzati durante le operazioni di pulizia del proprio posto di lavoro che lo stesso dipendente dovrà fare in aggiunta agli interventi che nel corso della giornata verranno fatti più volte da personale specializzato delle imprese di pulizie nei locali comuni.

L’accordo resterà in vigore fino al 31 luglio 2020 e ci sarà un monitoraggio continuo per eventuali ulteriori integrazioni e miglioramenti, alla luce delle indicazioni delle autorità pubbliche e della comunità scientifica.  

La Stampa