POTENZA – Quando si parla di industria in Basilicata, il dibattito pubblico è spesso dominato dalle vertenze occupazionali e dalle difficoltà che attraversano il tessuto produttivo regionale. Accanto alle crisi aziendali e ai posti di lavoro a rischio, però, esistono realtà imprenditoriali che continuano a sostenere l’occupazione e a investire sul territorio, trovandosi talvolta a fronteggiare non problemi di mercato, ma gravi carenze infrastrutturali.
È il caso dell’area industriale della Valbasento, compresa tra i comuni di Pisticci, Salandra e Ferrandina, finita al centro dell’attenzione politica dopo la crisi idrica che la scorsa estate ha colpito il comparto produttivo. La mancanza d’acqua — risorsa essenziale per numerosi processi industriali — ha infatti costretto diverse aziende a fermare o rallentare la produzione, con conseguenze economiche rilevanti.
L’area ospita circa 80 imprese attive nei settori chimico, farmaceutico, della trasformazione delle materie plastiche ed energetico. L’approvvigionamento idrico dipende principalmente da una derivazione del fiume Basento, la cui portata negli ultimi anni si è progressivamente ridotta. Una criticità che ha reso necessari interventi emergenziali, tra cui la realizzazione di una condotta di collegamento con la rete irrigua da parte del Consorzio di bonifica e l’attivazione di ulteriori prese d’acqua dal fiume.
Misure che, secondo le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata Viviana Verri e Alessia Araneo, si sono rivelate insufficienti. Un’area industriale di tali dimensioni — sottolineano — necessita infatti di un sistema di approvvigionamento stabile e non soggetto alle ormai frequenti fluttuazioni della portata del Basento, oltre che di una rete idrica adeguata alle prospettive di sviluppo del comparto.
Sul tema le due esponenti pentastellate avevano già presentato un’interrogazione al governo regionale nell’estate scorsa. In risposta, l’assessore alle Attività produttive Alessandro Cupparo aveva prospettato la realizzazione di una nuova condotta di collegamento con lo schema idrico del Sinni, un’opera stimata in circa 10 milioni di euro, ritenuta strategica per garantire maggiore stabilità alle forniture idriche. Tuttavia, ad agosto 2025 — in piena emergenza produttiva — la Regione risultava ancora alla ricerca delle risorse finanziarie necessarie.
A sei mesi di distanza, Verri e Araneo chiedono ora un aggiornamento formale sullo stato dell’intervento: esiste un progetto definitivo della nuova condotta? Sono state individuate le fonti di finanziamento? E soprattutto, la Regione Basilicata intende partecipare al bando da 300 milioni di euro promosso dalla struttura di missione ZES della Presidenza del Consiglio dei Ministri, destinato al potenziamento infrastrutturale delle aree industriali del Mezzogiorno?
Secondo le consigliere, i tempi sono ormai stringenti. Associazioni di categoria, imprenditori e organizzazioni sindacali hanno già lanciato l’allarme, chiedendo interventi rapidi per evitare nuove interruzioni produttive. Il Movimento 5 Stelle annuncia quindi una nuova interrogazione al governo regionale, con l’obiettivo — spiegano — di ottenere risposte concrete e garantire sostegno alle imprese che continuano a investire e resistere in Basilicata.










































