POTENZA – Il Coordinamento Agricoltori Basilicata interviene con toni critici sulla crisi politica esplosa all’interno della Giunta regionale, puntando il dito contro le ricadute sul comparto agricolo. Nel mirino, in particolare, la posizione dell’assessore all’Agricoltura Francesco Cicala, che ha votato contro il bilancio regionale.
“Un fatto sorprendente – sottolinea il Coordinamento – soprattutto considerando che l’agricoltura lucana non può permettersi ulteriori ritardi o incertezze”.
Numeri e criticità del comparto
Secondo il Coordinamento, il settore agricolo rappresenta oltre il 5% del PIL regionale e garantisce occupazione a migliaia di famiglie. Tuttavia, persistono criticità strutturali: bassi livelli di utilizzo dei fondi PSR rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno, una crisi idrica che negli ultimi anni ha compromesso intere stagioni produttive e ritardi nei ristori legati agli eventi calamitosi.
“Gli agricoltori – evidenziano – continuano a lavorare quotidianamente senza tutele adeguate, in un contesto segnato da difficoltà crescenti e scarsa attenzione istituzionale”.
“Denunce tardive e crisi politica”
Il Coordinamento rileva come le recenti dichiarazioni dell’assessore Cicala sull’“assenza di confronto e disattenzione verso l’agricoltura” arrivino solo ora, in coincidenza con la crisi politica regionale.
“Si tratta di problematiche che il mondo agricolo denuncia da mesi – spiegano – ma che non possono essere utilizzate per regolare dinamiche interne alla maggioranza”.
Le richieste: tavolo rinnovato e piano idrico
Tra le priorità indicate: la convocazione di un nuovo Tavolo Verde, rinnovato nella composizione, l’elaborazione di un piano strutturale per la gestione delle risorse idriche e tempi certi per lo sblocco dei fondi PSR ancora inutilizzati.
Il Coordinamento chiede inoltre un sistema più efficace e rapido di risposta agli eventi calamitosi, con procedure chiare e vincolanti.
“Serve una Giunta operativa”
“L’agricoltura lucana – conclude il Coordinamento – non ha bisogno di scontri politici ma di una governance capace di assumere decisioni concrete e misurabili”. Una richiesta netta alla Regione: passare dalle dichiarazioni agli interventi, in un settore considerato strategico per l’economia e la tenuta sociale del territorio.









































