POTENZA – L’assessore regionale alle Politiche di sviluppo, Francesco Cupparo, replica alle dichiarazioni della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo sulla conclusione della vertenza PMC-Brose, rivendicando il ruolo determinante del lavoro istituzionale nel raggiungimento dell’accordo che garantirà un futuro occupazionale a 150 lavoratori.
«Leggo con stupore le dichiarazioni della consigliera Araneo, che oggi prova ad arrogarsi i meriti della positiva conclusione della vertenza PMC-Brose sostenendo che “ha vinto la tenda”. La realtà è ben diversa», afferma Cupparo.
L’assessore sottolinea come la vicinanza ai lavoratori sia sempre legittima, ma ribadisce che «le tende e i pasti davanti alle telecamere non creano e non salvano posti di lavoro. Il lavoro istituzionale, invece, salva le famiglie». Secondo Cupparo, il risultato ottenuto è frutto di «mesi di trattative silenziose, complesse e concrete» portate avanti dall’Assessorato regionale insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Stellantis, Confindustria e alle organizzazioni sindacali.
Nella ricostruzione dell’assessore, un passaggio decisivo è stato il rapporto costruito negli anni con Stellantis, che avrebbe consentito di creare le condizioni per la reindustrializzazione del sito produttivo. «Proprio grazie a quel rapporto di collaborazione e di reciproca responsabilità – evidenzia – è stato possibile ottenere che Stellantis mettesse gratuitamente a disposizione il capannone in comodato d’uso per il nuovo investitore, assumendosi un preciso impegno verso il territorio e favorendo concretamente l’insediamento della nuova realtà produttiva. È questo il valore delle relazioni istituzionali solide: trasformare le interlocuzioni in opportunità concrete per i lavoratori».
Cupparo rivendica inoltre il metodo seguito durante tutta la trattativa: «Chi siede in Consiglio regionale ha il dovere di produrre soluzioni, non slogan. Noi abbiamo preferito lavorare senza clamore, pancia a terra, nei palazzi romani e lucani dove si decideva il destino industriale di Melfi, lasciando ad altri la ricerca della visibilità».
Infine, l’assessore conclude ribadendo che «ai lavoratori non servono i meriti di cartone della politica: servono lo stipendio, la formazione e la certezza del futuro. Noi abbiamo risposto con i fatti». E aggiunge che «tantissimi lavoratori della PMC e della Brose, pur non aderendo al presidio, hanno scelto di credere con fiducia nel lavoro delle istituzioni e nel confronto responsabile, piuttosto che nelle facili promesse e nei tanti venditori di fumo che, ancora oggi, cercano di attribuirsi meriti che non appartengono loro».
Home POLITICA - ECONOMIA











































