RIVELLO (PZ) – Un interessante appuntamento, assolutamente da non perdere, si terrà a Rivello venerdì 10 aprile 2026. Alle ore 18.30, in piazza Umberto I, nella sala dell’ex Municipio, ci sarà la presentazione del libro “Non vi chiederò scusa”, una raccolta di opere dell’artista palestinese Nada Rajab, curata dal rivellese Nicola Gagliardi ed edita da Brigante Editore. La presentazione sarà curata dalle associazioni Arci Mediterranea e La Biblioteca Rivellese e rientra nella campagna “Camminando verso 100 porti 100 città” di Freedom Flotilla Italia, alle cui attività andrà una parte del ricavato della serata.
Nada Rajab ha 22 anni e vive a Gaza con la sua famiglia, è un’artista e una studentessa di ingegneria. Negli ultimi anni, attraverso la sua arte, ha documentato il genocidio del suo popolo da parte dello stato di Israele. Le opere di Nada sono vere, dirette, senza filtri, dure e violente, esattamente come la realtà a cui si ispirano. Il libro – che ha visto la sua genesi grazie a Nicola Gagliardi, anche lui giovanissimo artista lucano, autore e disegnatore – ne raccoglie alcune. Esso nasce dalla necessità di continuare a parlare del genocidio in Palestina e del diritto all’autodeterminazione dei palestinesi. In particolar modo, l’obiettivo è quello di farlo condividendo lo spazio e la voce con le persone palestinesi, raccontando le loro storie ed esperienze.
Oggi Nada porta avanti nella Striscia un progetto chiamato “Arte dalle macerie”, con cui coinvolge le bambine e i bambini di Gaza e insieme a loro dipinge e decora i resti di quelle che una volta erano le loro case, scuole, città. È un progetto che ha un grandissimo valore, non solo artistico, ma anche sociale.
Nel corso della presentazione di venerdì 10, oltre all’editore Roberto Brigante e al curatore Nicola Gagliardi, interverranno Angela Lombardi (Arci Mediterranea) e Giuseppe Ferrari (La Biblioteca Rivellese). Anche l’artista Nada Rajab sarà presente in collegamento da Gaza.
La copertina del libro è simbolica e rappresentativa: al centro di uno sfondo bianco emerge, in tutta la sua potenza espressiva, un cuore che ha i colori della bandiera palestinese, dal quale sbocciano ulivi e papaveri. Un messaggio di pace e dolore insieme, che emoziona e fa riflettere. Così Nada descrive il suo lavoro e la sua missione: “Le mie opere sono il mio messaggio per il mondo, per ricordargli che sono ancora viva. Finché la guerra sarà in corso, le opzioni sono poche: posso essere una prigioniera, una martire o un’anima vittoriosa. E, se devo morire, mi rifiuto di essere solo un numero”.











































