Riportiamo integralmente la nota pubblicata da “L’altrapizza”, proprietaria dello stabilimento purtroppo andato in fiamme lo scorso 6 ottobre a Nemoli. Un messaggio ricco di speranza e volontà di ripartire.
NEMOLI, 6 Ottobre 2025.
Doveva essere un giorno qualunque, doveva essere un ulteriore giorno di crescita, di entusiasmo, di futuro. Eravamo ad Anuga, una delle fiere più importanti del mondo, lì dopo anni di lavoro e di sogni coltivati tra la Calabria prima e la Basilicata oggi. Eravamo lì per dire al mondo che anche dai piccoli centri del Sud Italia si può volare alto, che anche da qui si possono creare imprese capaci di parlare con orgoglio e qualità. Ma mentre una parte di noi era in Germania, un’altra parte stava vivendo l’impensabile.
Un incendio ha colpito la nostra azienda. Le fiamme correvano veloci, come i sogni che tentavano di bruciare. In pochi istanti, il fuoco ha divorato anni di sacrifici, trasformando sogni e lavoro in cenere e silenzio, l’incubo in realtà. Un incendio che ha divorato in pochi istanti ciò che anni di sacrifici avevano costruito. Abbiamo avuto paura, sì, ma non siamo rimasti soli. Al nostro fianco, i Vigili del Fuoco e tutte le forze speciali, che con coraggio e dedizione hanno lottato senza sosta. A loro va il nostro più profondo e sincero ringraziamento.
L’incendio ci ha abbattuti, ma non sconfitti.
Abbiamo perso tanto, ma non la voglia di ricominciare, perché sappiamo da dove veniamo, sappiamo cosa valiamo, e sappiamo che insieme possiamo rinascere come la più bella tra le Fenici. Ma soprattutto abbiamo visto nascere qualcosa di più forte del fuoco: la solidarietà, il coraggio, l’amore per ciò che abbiamo costruito. A chi ci è stato vicino, a chi ci scrive, chi ci chiama, chi ci sostiene anche solo con un pensiero: grazie. Vi promettiamo una ripresa veloce, stiamo già lavorando intensamente per riprendere le attività nel più breve tempo possibile, valutando soluzioni per garantire la continuità e per restare vicini a tutti voi anche in questa fase così delicata.
Siamo orgogliosi di ciò che facciamo, di ciò che siamo e di ciò che, insieme, torneremo ad essere.










































