Dalle donne del ’46 ai giovani di oggi: ANDE Potenza racconta 80 anni di democrazia.

EDITORIALE – “Le donne offrono opportunità nuove, terreni nuovi e più avanzati per la crescita della società”. Nilde Iotti
Ottant’anni dal primo voto delle donne, ma anche ottant’anni di storia democratica italiana. È partito da Maratea il percorso promosso da ANDE Potenza per ricordare una delle conquiste più importanti della storia del Paese e riflettere sul significato che quella svolta continua ad avere ancora oggi. Si tratta di un primo appuntamento del percorso promosso dall’associazione, cui ne seguiranno altri tre, che ha riunito istituzioni, scuola e territorio per riflettere sulla conquista dei diritti, sulle Madri Costituenti e sul ruolo delle nuove generazioni. L’incontro, ospitato presso l’ISIS “Giovanni Paolo II”, presso la sala Mar@Congress, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della scuola, delle associazioni e del mondo professionale, in un confronto che ha intrecciato memoria storica, diritti, Costituzione e partecipazione civile.
Ad aprire i lavori è stata Maria Anna Fanelli, presidente di ANDE Potenza e Consigliera nazionale, che ha ricordato il particolare legame tra l’associazione e la ricorrenza. L’ANDE nazionale nacque infatti nel 1946, lo stesso anno in cui le donne italiane furono chiamate per la prima volta a partecipare a una consultazione politica nazionale, mentre ANDE Basilicata celebra quest’anno i suoi 47 anni di attività. Al centro della riflessione anche il ruolo delle Madri Costituenti, alle quali si devono importanti contributi alla costruzione della Carta costituzionale. Un anniversario che, nel corso dell’incontro, è stato letto non soltanto come una ricorrenza storica, ma come un’occasione per interrogarsi sul presente e sul futuro della partecipazione democratica.
La scuola come palestra di democrazia
Proprio ai giovani e alla scuola è stato dedicato uno dei passaggi centrali della giornata. L’assessore Giuseppe De Franco ha sottolineato l’importanza della scuola per il territorio di Maratea e la necessità di investire sull’istruzione e sui modelli didattici per costruire la Repubblica del domani. Formare cittadini consapevoli e liberi – ha evidenziato – significa anche garantire che nessuno venga lasciato indietro e considerare i giovani una delle risorse più preziose della comunità.
Un concetto ripreso dalla dirigente scolastica Carmela Cafasso, che ha definito l’incontro «un’occasione preziosa» per consentire agli studenti di confrontarsi con persone, esperienze e testimonianze. La conquista dei diritti, ha spiegato, non appartiene soltanto al passato, ma riguarda anche il presente e il futuro. Parlare della partecipazione delle donne in tutti gli ambiti della vita sociale, politica, professionale ed istituzionale significa parlare di democrazia e cittadinanza, e la scuola ha il compito di accompagnare gli studenti verso una partecipazione responsabile alla vita della comunità. L’educazione alla parità, inoltre, significa trasmettere il principio che nessun percorso di vita debba essere precluso in ragione del genere. La scuola, nelle parole della dirigente, deve diventare una vera e propria “palestra di democrazia”.
Una memoria da trasformare in impegno
Durante l’incontro è stata richiamata la necessità di difendere i diritti conquistati e continuare a costruire il futuro. Il presidente della Pro Loco di Maratea Pierfranco De Marco, ricordando anche la figura di Margherita Perretti, già presidente della CRPO Basilicata, ha sottolineato proprio l’importanza di mantenere saldi i valori alla base delle riforme e dei diritti acquisiti. Allo stesso tempo, ha richiamato il ruolo del territorio, delle amministrazioni, delle associazioni e soprattutto dei giovani, chiamati a portare nuove energie, idee e capacità innovative, anche attraverso la tecnologia.
Da “vedove bianche” a donne elettrici.
Particolarmente legato alla storia di Maratea l’intervento di Tina Polisciano, coordinatrice del Paonessa Museum, che ha proposto una riflessione sul passaggio “da vedove bianche a donne elettrici”. Il racconto è partito dalla condizione delle donne nel secondo dopoguerra. Anche se Maratea non aveva subito distruzioni materiali durante il conflitto, la guerra aveva lasciato ferite profonde sul piano sociale: povertà, dolore e famiglie segnate dall’assenza degli uomini che non erano più tornati. Le cosiddette “vedove bianche”, ha ricordato Polisciano, erano le donne i cui mariti erano partiti per la guerra o per l’emigrazione e non avevano fatto ritorno. Nel 1946 quelle stesse donne furono chiamate a entrare, per la prima volta, nella vita politica del Paese attraverso il voto. A Maratea le elezioni amministrative si svolsero il 24 marzo 1946. Pochi mesi dopo, il 2 giugno, anche le donne marateote furono chiamate alle urne per scegliere tra monarchia e Repubblica. Maratea votò per la monarchia, ma – ha sottolineato Polisciano – non è possibile sapere quale fu la scelta specifica delle elettrici. E, soprattutto, la questione non è soltanto stabilire che cosa votarono le donne di Maratea, quanto comprendere che cosa significò per loro poter votare. Un gesto apparentemente semplice, ma profondamente rivoluzionario. Il 2 giugno 1946 – ha osservato – non significò che le donne diventassero improvvisamente uguali agli uomini: rappresentò però il momento in cui divenne evidente che senza la partecipazione delle donne non poteva esserci una piena democrazia.
Il ruolo delle donne anche nella storia dell’emigrazione
Alla memoria femminile si è collegato anche l’intervento di Luigi Scaglione, che ha richiamato il ruolo spesso silenzioso delle donne nella storia dell’emigrazione lucana. La grande emigrazione che ha interessato la Basilicata e, in particolare, l’area del Lagonegrese, ha infatti avuto nelle donne una presenza fondamentale. Mentre gli uomini partivano alla ricerca di lavoro e di nuove opportunità, spesso senza fare ritorno, erano le donne a mantenere vivo il nucleo familiare. Scaglione ha ricordato alcune storie di emigrazione e di sacrificio femminile, riportando l’attenzione su figure e vicende che mostrano quanto il contributo delle donne sia stato determinante anche nella costruzione della storia sociale della regione.
Il diritto di voto e la Costituzione
Il passaggio dalla conquista del suffragio alla costruzione dei diritti costituzionali è stato approfondito dall’avvocata Cristiana Coviello, che ha ripercorso la storia delle donne attraverso il diritto di voto e il ruolo delle Madri Costituenti. Per secoli – ha spiegato – le donne sono state rappresentate attraverso stereotipi che le consideravano soggetti deboli e incapaci di esprimere autonomamente il proprio parere, contribuendo così alla loro esclusione da numerosi ambiti della vita pubblica, compresa la partecipazione politica. In questo contesto, il diritto di voto rappresentò una svolta fondamentale. Le donne parteciparono in massa alle consultazioni del 1946 e numerose testimonianze restituiscono anche l’emozione con cui vissero quel momento. Ma la conquista del voto fu soltanto l’inizio di un percorso più ampio. Dopo il 2 giugno 1946, le donne furono chiamate a partecipare all’Assemblea Costituente, dove le 21 elette contribuirono alla discussione di principi destinati a diventare fondamentali nell’ordinamento repubblicano. Nel corso del suo intervento, Coviello ha mostrato come il contributo delle Madri Costituenti abbia trovato espressione in diversi articoli della Carta, dal principio di uguaglianza dell’articolo 3 alla tutela della famiglia e della maternità, fino al riconoscimento della parità nel lavoro e nella partecipazione politica, sancita dagli articoli 37, 48 e 51. Un percorso, quello delineato dalla Costituzione, che non si è però tradotto immediatamente nella piena parità nell’accesso alle istituzioni. Coviello ha ricordato, ad esempio, che non fu approvata la proposta delle Madri Costituenti di consentire alle donne l’accesso alla Magistratura: una normativa che sarebbe arrivata solo nel 1963. Nel suo intervento è emersa così la distanza, ancora presente in alcuni momenti della storia repubblicana, tra il principio costituzionale dell’uguaglianza e la sua piena applicazione nella società. Un percorso nel quale le conquiste delle donne non possono essere considerate scontate, ma vanno lette come il risultato di un progressivo ampliamento dei diritti e della partecipazione. Coviello ha richiamato, in particolar modo, la figura di Nilde Iotti, prima donna a ricoprire la Presidenza della Camera dei deputati, eletta il 20 giugno 1979, sottolineando il valore dell’eredità lasciata dalle Madri Costituenti in materia di rappresentanza, libertà e partecipazione.
L’uguaglianza non è soltanto formale
Sul tema dell’uguaglianza si è soffermata anche l’avvocata Annarita Crecca, richiamando in particolare la figura di Teresa Mattei, la più giovane delle Madri Costituenti. Il suo contributo fu significativo anche nella riflessione sull’articolo 3 della Costituzione e, in particolare, sul secondo comma, quello che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. Non basta, dunque, affermare formalmente che tutti sono uguali: è necessario intervenire sulle condizioni che impediscono a quella uguaglianza di realizzarsi concretamente. Un principio che oggi viene ricondotto anche al concetto di pari opportunità. Da qui l’invito rivolto agli studenti a conoscere e studiare la Costituzione, comprendendo che i diritti di cui oggi disponiamo non sono stati acquisiti automaticamente, ma sono il risultato di un lungo percorso e di battaglie portate avanti da generazioni.
Un messaggio per le nuove generazioni.
Il messaggio emerso dalla giornata è quindi quello di una memoria che non vuole limitarsi alla celebrazione. Ricordare le donne che hanno contribuito alla nascita della Repubblica significa anche interrogarsi sulla democrazia di oggi e sulle responsabilità delle generazioni future. Ed è proprio ai giovani che spetta raccogliere quell’eredità, attraverso la conoscenza, la partecipazione e la consapevolezza che i diritti conquistati non possono essere considerati acquisiti una volta per tutte.

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