Data Center regionale, Araneo e Verri (M5S): «Servizi bloccati per giorni, ora servono risposte e un piano per la sicurezza digitale»

POTENZA – Il guasto al Data Center Unico della Regione Basilicata e i disservizi che da domenica 27 settembre hanno interessato sanità, pubblica amministrazione e altri servizi regionali finiscono al centro dell’intervento delle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, che chiedono alla Giunta Bardi chiarimenti sulle cause dell’accaduto e interventi per rafforzare la resilienza dell’infrastruttura digitale regionale.

Il blocco ha determinato l’indisponibilità totale o parziale di diversi sistemi, con ripercussioni anche sui servizi sanitari. La Regione ha ricondotto l’origine del problema a un’anomalia dell’impianto principale di raffreddamento del Data Center e al mancato avvio del sistema di backup, escludendo l’ipotesi di un attacco informatico. Nelle ultime ore è stato annunciato il progressivo ripristino dei servizi, compreso il Cup, mentre proseguono le attività tecniche e le verifiche sui sistemi.

I problemi informatici hanno avuto conseguenze anche sull’attività istituzionale, portando al rinvio della seduta del Consiglio regionale prevista per il 29 settembre, oltre a determinare lo slittamento di alcune scadenze e difficoltà nell’accesso ai servizi online.

«Il nostro primo pensiero – spiegano Araneo e Verri – va a chi ha perso un appuntamento, a chi ha percorso molti chilometri dalle aree interne per trovare uno sportello fermo e a chi ha dovuto rimandare una cura». Le due consigliere esprimono inoltre apprezzamento per il personale sanitario che, durante l’emergenza, ha continuato a garantire le prestazioni urgenti ricorrendo anche a procedure manuali e per i tecnici impegnati nelle operazioni di ripristino.

Secondo le esponenti del M5S, quanto accaduto pone però una questione più ampia sulla capacità dell’infrastruttura digitale regionale di garantire continuità ai servizi essenziali.

«Siamo abituati, giustamente, a considerare strategiche strade, ponti e dighe. Un’infrastruttura che custodisce prenotazioni, dati sanitari, pagamenti e procedimenti amministrativi appartiene ormai alla stessa categoria», sottolineano Araneo e Verri, secondo cui la concentrazione di numerosi servizi all’interno di un unico sistema rende ancora più importante la presenza di meccanismi di continuità realmente efficaci.

Da qui le richieste indirizzate alla Giunta regionale. Le consigliere chiedono innanzitutto che le aziende sanitarie garantiscano tempi certi e priorità ai cittadini che hanno perso visite o prestazioni a causa del blocco, evitando che debbano ricominciare l’iter di prenotazione.

Araneo e Verri chiedono inoltre che, concluse le verifiche tecniche, venga fornita una comunicazione chiara sull’integrità dei dati e che venga predisposto un piano pluriennale di manutenzione e resilienza dell’infrastruttura digitale regionale, con prove periodiche di ripristino e una relazione annuale al Consiglio regionale sullo stato dei sistemi dai quali dipendono i servizi essenziali.

Le due consigliere collegano infine il tema dell’affidabilità dei servizi alla discussione sul ticket farmaceutico da 2,50 euro per ricetta destinato ai cittadini non esenti. La misura, inizialmente prevista dal 1° ottobre, non è entrata in vigore oggi ed è stata rinviata mentre prosegue il confronto con le organizzazioni sindacali.

«La digitalizzazione della sanità e dell’amministrazione è una scelta giusta e la sosteniamo – concludono Araneo e Verri – proprio per questo pretendiamo che una Regione che concentra i propri servizi in un unico luogo protegga quell’infrastruttura come protegge le proprie strade, prima che si fermi e non dopo».

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